Piazza Venezia, attraversare la strada è missione impossibile per i pedoni

Dopo il rifacimento dei sanpietrini, chi viene dal Botteghe Oscure o attraversa sotto il Campidoglio, o in mezzo a piazza Venezia. Il rischio è essere investiti

Piazza Venezia
Piazza Venezia

Un vero percorso a ostacoli. La nuova organizzazione della viabilità  di piazza Venezia ha nei fatti reso del tutto impossibile attraversare la strada sotto il Milite Ignoto.

Le strisce pedonali sono state dimenticate quando è stata rifatta la pavimentazione con i nuovi sampietrini, oppure semplicemente si è deciso che gli attraversamenti non fossero necessari? Nei fatti, chi arriva dal tram 8, o più semplicemente da via delle Botteghe Oscure o attraversa la strada sotto il Campidoglio o a metà di piazza Venezia. Una volta c’era un attraversamento  a piazza San Marco, ma poi è sparito.

Basta andare a via del Teatro Marcello, nella parte sotto l’Altare della Patria, o a piazza San Marco per rendersi conto quanto auto, motorini e bus corrano. In quella parte le strisce sono lontane più di 100 metri, e allora i pedoni sarebbero autorizzati ad attraversare dove ritengono più opportuno, così dice il codice della strada. Ma provateci, una vera impresa non farsi investire. Alfredo Giordani di VivinstradaRoma su Facebook è lapidario: “Se si vuole mostrare come NON si deve disegnare un percorso pedonale è utile l’esempio della nuova disposizione delle strisce di attraversamento a piazza Venezia, lato Fori Imperiali”. Al centro di piazza Venezia le strisce ci sono, ma anche qua i veicoli procedono a velocità sostenuta, e, purtroppo, si sa a Roma: per troppi automobilisti il pedone è solo un fastidio, non parliamo poi delle bici.

Va detto che laddove le strisce sono presenti, i controlli dovrebbero essere quotidiani. Ad aprile 2019 l’allora vicecomandante della Polizia di Roma Capitale ai gruppi chiedeva di  “programmare, nell’ambito delle ordinarie attività istituzionali, specifiche e mirate attività di controllo in prossimità degli attraversamenti pedonali presenti nel territorio di rispettiva competenza, tenendo in considerazione le località riportate negli allegati tabulati elaborati da Roma Servizi per la Mobilità e acquisiti presso il Dipartimento Mobilità e Trasporti nel corso della sopra citata riunione, elencate in modalità decrescente sulla base del costo sociale (gravità) degli incidenti registrati”. Ciò è avvenuto sporadicamente prima del lockdown, ma poi la cosa è caduta nel dimenticatoio. 

Le proposte per una nuova viabilità, più Green, a Roma fioccano. Ad aprile scorso, per la Capitale era scattato il cartellino rosso secondo il rapporto Cleaners Cities redatto da Legambiente. Maglia nera a Roma, ma non fanno bene neanche Ancona, Cagliari, Catania, Padova, Perugia e Pescara fra le città italiane più inquinate e meno sicure per traffico e incidenti stradali mentre Bologna, Milano e Firenze hanno appena la sufficienza per aver adottato politiche per potenziare ciclabilità, “strade 30 e 20 all’ora”, elettrificazione di mezzi pubblici e sharing mobility. Ancora insufficienti, nonostante gli sforzi, Genova, Padova e Torino.

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