Ponte sullo Stretto, indagine per corruzione: tre persone indagate dalla procura di Roma

La procura ipotizza un sistema di contatti e promesse per condizionare il giudizio sul progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina. Perquisizioni in tre regioni, sequestrati dispositivi e documenti. La società Stretto di Messina Spa: «Totale estraneità ai fatti»

La procura di Roma ha aperto un’inchiesta per corruzione e altri reati nell’ambito del procedimento legato al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Al centro dell’indagine vi sarebbe un presunto tentativo di condizionare l’esame di legittimità della Corte dei Conti sul progetto definitivo dell’opera infrastrutturale.

Sono tre le persone indagate: un avvocato 71enne della provincia di Reggio Calabria, un imprenditore 65enne reggino residente a Roma e un ex presidente aggiunto della Corte dei Conti oggi in pensione. Le ipotesi di reato contestate a vario titolo includono corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione attiva da parte di pubblico ufficiale e rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, coordinati dal procuratore capo Francesco Lo Voi, l’avvocato e l’imprenditore avrebbero tentato di influenzare l’esito dell’esame della Corte dei Conti sul progetto della società Stretto di Messina S.p.A.. In particolare, i due indagati avrebbero avvicinato un magistrato contabile proponendo un sostegno per futuri incarichi pubblici dopo il pensionamento, subordinato a un intervento favorevole nell’iter di valutazione dell’opera. Avrebbero inoltre cercato contatti con altri magistrati e diffuso informazioni riservate sull’andamento del procedimento.

Nell’indagine risulta coinvolto anche l’ex vertice della magistratura contabile, che secondo l’accusa avrebbe fornito aggiornamenti interni sugli orientamenti dei colleghi e sullo sviluppo del procedimento, oltre a rivelare informazioni riservate sulle camere di consiglio. Il magistrato avrebbe inoltre esaminato una decisione sfavorevole del 29 ottobre 2025, impegnandosi a predisporre una memoria nell’interesse della società concessionaria e manifestando interesse per futuri incarichi in enti regolatori o società partecipate.

Nel corso delle perquisizioni effettuate a Roma, in provincia di Reggio Calabria e in provincia di Frosinone, i carabinieri del Ros hanno sequestrato dispositivi elettronici e documentazione ora al vaglio degli investigatori.

La società Stretto di Messina Spa ha dichiarato la propria totale estraneità ai fatti e ha confermato la massima disponibilità a collaborare con le autorità inquirenti. L’amministratore delegato Pietro Ciucci ha ribadito che il progetto del Ponte prosegue nel segno della trasparenza e nel rispetto dei rilievi della Corte dei Conti e delle procedure previste.

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