Procura Roma: Cassazione boccia il ricorso di Prestipino

I giudici delle Sezioni Unite Civili: «Il Consiglio di Stato non ha travalicato il confine della propria giurisdizione». La nomina era stata annullata dopo che era stato accolto il ricorso del procuratore generale di Firenze Marcello Viola

Sono stati respinti dalle Sezioni Unite civili della Cassazione i ricorsi di Michele Prestipino – procuratore facente funzione di Roma, indicato dal Csm alla guida della procura della capitale nella successione a Giuseppe Pignatone – contro la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la delibera del Csm ritenendo non motivata l’esclusione decisa da Palazzo dei Marescialli del Pg di Firenze Marcello Viola, e del procuratore di Palermo Guido Lo Voi.

Prestipino aveva avuto da ridire sulla competenza del consiglio di Stato a mettere in discussione nomine discrezionali del Csm. Era stato scelto dal Csm, dopo lo scandalo del caso Palamara, come outsider, dopo le intercettazioni dell’hotel Champagne, nonostante fosse l’unico degli aspiranti candidati a non aver mai guidato da titolare un ufficio requirente.

Nello specifico, nelle due sentenze ‘gemelle’ depositate oggi dai giudici della Suprema Corte, si osserva che “nessuna invasione dell’ambito delle attribuzioni costituzionali del Csm e’ ravvisabile” nella decisione dei giudici amministrativi e che “il Consiglio di Stato non ha travalicato il confine della propria giurisdizione”.

“Va escluso che nel caso in esame – si legge nelle due sentenze – il Consiglio di Stato abbia esorbitato dai limiti posti al proprio giudizio, conformando la scelta del Csm mediante la riformulazione dei criteri da applicare”. Il Consiglio di Stato, sottolinea la Cassazione, “ha difatti rimarcato la manifesta irrazionalita’ e, quindi la palese illegittimita’ dei criteri di scelta adottati dal Csm in base al mero tenore testuale dell’articolo 18 del Testo unico sulla dirigenza giudiziaria e lo ha fatto nell’esercizio del proprio potere-dovere di valutazione”. Dunque, “nessuna invasione della sfera del merito amministrativo si e’ quindi prodotta – osservano i giudici di Piazza Cavour – poiche’ il Consiglio di Stato si e’ limitato a svolgere l’attivita’ d’interpretazione dei parametri normativi che e’ propria della sua funzione”. Anche l’avvocato generale della Corte Renato Finocchi Ghersi, nella sua requisitoria per l’udienza davanti alle sezioni unite del 23 novembre scorso, aveva sollecitato di dichiarare inammissibili o infondati i ricorsi di Prestipino. Sulla nomina del procuratore capo di Roma e’ attesa per le prossime settimane la nuova decisione del plenum del Csm. La Quinta Commissione, competente sugli incarichi direttivi, ha concluso i suoi lavori formulando due proposte: quella di maggioranza (con 4 voti a favore in Commissione) riguarda l’attuale capo della procura di Palermo Francesco Lo Voi, quella di minoranza (sostenuta con un voto in Commissione), invece, propone la nomina di Viola.

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