Protestano gli autodemolitori su palazzo della Regione Lazio

Sos aziende, 'permessi scaduti, ora soluzioni'

La protesta degli autodemolitori (dicembre 2018)

Un gruppo di autodemolitori, in protesta sotto al palazzo della Regione Lazio, è salito in cima alla scala d’emergenza esterna dell’edificio di via Cristoforo Colombo, e da lì, dall’undicesimo piano, ha steso uno striscione: ‘Tante promesse non mantenute – Palmiro Togliatti pronta al trasferimento’. Ai piedi del palazzo, lungo via Giovanni Genocchi (chiusa al traffico da vigili e polizia) gli autodemolitori hanno acceso fumogeni ed esploso mortaretti.

“Vogliamo lavorare” gridano in coro i manifestanti, che sono in attesa, spiegano, di incontrare l’assessore Massimiliano Valeriani. I lavoratori chiedono una soluzione sul trasferimento dei loro impianti (in particolare da via Palmiro Togliatti) a fronte della scadenza dell’autorizzazione provvisoria non rinnovata dal Comune di Roma.

A spiegare le ragioni degli autodemolitori, alcune decine ai piedi del palazzo con carri attrezzi e cartelli, è il dirigente di FI Roma Pietrangelo Massaro, che spiega di aver seguito la vicenda dal principio: ‎”Da oltre 6 mesi autodemolitori e rottamatori chiedono di poter tornare a lavorare – afferma – Da anni questi impianti potevano lavorare con l’autorizzazione provvisoria del Comune di Roma, che però non è stata rinnovata. Inoltre il Campidoglio non ha provveduto a rispondere all’obbligo di delocalizzazione degli impianti, non ha dato una alternativa. Sono state cercate forme di soluzione, abbiamo fatto tavoli con Roma Capitale e la Regione, ma non si è trovata la quadra. Si pensava di aggiungere una norma al Bilancio per avere l’autorizzazione provvisoria per due anni in attesa dell’adempimento dell’obbligo della delocalizzazione. Ma dalle istituzioni – prosegue Massaro – non è arrivata risposta concreta”. Si tratta di 90 aziende, non solo quelle con sede lungo la via Palmiro Togliatti. La Regione, spiega ancora il forzista, “è ente delegante e potrebbe ritirare al Comune i poteri che non ha usato. Stiamo attendendo che scenda Valeriani che ci dica se c’è la volontà di spostare gli impianti o di ammazzarli – conclude – il sindaco Raggi non ha fatto nulla”.

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