Protezione civile: Centro-Sud in allerta per caduta razzo

Il consiglio è di stare al chiuso e non in luoghi aperti. Razzo cinese in caduta fotografato sui cieli di Roma

 

Una scia luminosa, chiaramente visibile nel cielo di Roma. Cosi’ appare il secondo stadio del razzo cinese Lunga Marcia 5B, in caduta incontrollata sulla Terra, fotografato questa mattina all’alba dall’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del progetto Virtual Telescope, in un’immagine che combina dieci frame da otto secondi, creando appunto l’effetto scia. “Abbiamo osservato il corpo del razzo da Roma – scrive lo scienziato – e lo abbiamo visto ad occhio nudo, chiaramente lampeggiante perche’ sta roteando su se stesso”. La luminosita’ del corpo del razzo, spiega ancora Masi, “variava rapidamente, e potevo facilmente vederlo lampeggiare con i miei occhi. La nostra ipotesi dall’immagine e’ che il corpo lampeggia ogni 2,5 secondi circa”.

Ci sono “porzioni” di 9 regioni del centro-sud che potrebbero essere interessate dalla caduta di frammenti del razzo spaziale cinese ‘Lunga marcia 5B’: Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.

La previsione di rientro sulla terra e’ fissata per le ore 2:24 del 9 maggio, con una finestra temporale di incertezza di 6 ore.

Le indicazioni arrivano dal Comitato Operativo della Protezione Civile convocato dal capo Dipartimento, Fabrizio Curcio. Il consiglio e’ di stare al chiuso e non in luoghi aperti dal momento che “e’ poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici”.

“I frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti, così determinando anche pericolo per le persone: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle singole strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici”, prosegue la Protezione civile All’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono, per gli edifici in muratura, sotto le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi), per gli edifici in cemento armato, in vicinanza delle colonne e, comunque, in vicinanza delle pareti”. “È poco probabile che i frammenti più piccoli siano visibili da terra prima dell’impatto; alcuni frammenti di grandi dimensioni potrebbero resistere all’impatto”, spiega ancora la Protezione civile che consiglia, “in linea generale, a chiunque avvistasse un frammento, di non toccarlo, mantenendosi a una distanza di almeno 20 metri, e dovrà segnalarlo immediatamente alle autorità competenti”.

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