Quarant’anni fa moriva Pio La Torre: un convegno a Roma per ricordarlo

A moderare l'incontro - ospitato nella sede della Camera di commercio - è stato Franco La Torre, figlio di Pio, che ha ricordato la lotta contro la mafia portata avanti dal padre. Il 30 aprile 1982 La Torre e il suo autista, Rosario Di Salvo, vennero assassinati da Cosa nostra a bordo della loro Fiat 131

Un momento del convegno alla sede della Camera di commercio di Roma.

Quarant’anni fa moriva Pio La Torre. Ieri la sala del Tempio di Adriano a Roma, sede della Camera di commercio, ha accolto il suo ricordo con un convegno dedicato alla memoria di quel 30 aprile 1982, quando La Torre e il suo autista, Rosario Di Salvo, vennero assassinati da Cosa nostra a bordo della loro Fiat 131. Politico e sindacalista italiano, segretario regionale in Sicilia del Partito comunista italiano (Pci), La Torre si distinse per l’impegno e la dedizione dimostrati nella lotta alla mafia e oggi mantenere vivo il suo ricordo “è un dovere che accomuna ogni istituzione”, ha sottolineato il presidente della Camera di commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti.

Il lavoro e la determinazione di un uomo grazie al quale l’ordinamento italiano ha conosciuto per la prima volta, con l’articolo 416-bis introdotto da La Torre, il reato di associazione di stampo mafioso. “Grazie a lui la lotta alla mafia è andata incontro a un radicale cambio di passo”, ha aggiunto il presidente della Camera di commercio di Roma. La Torre è il simbolo della lotta alla mafia, che sottrae futuro all’economia e alle nuove generazioni, chiede la collaborazione tra le istituzioni italiane di ogni livello”. Una ricorrenza “di grande rilievo”, ha spiegato il presidente dell’Osservatorio sulle politiche per il contrasto alla criminalità economica Guglielmo Muntoni, che serve a ricordare “non solo una grande personalità, che ha gettato le basi per combattere la mafia, ma che oggi ricorda a tutti l’impegno necessario per combattere la mafia”.

A moderare il convegno Franco La Torre, figlio di Pio, che ha ricordato la lotta portata avanti dal padre: “La mafia è un’associazione segreta che vive pur non esistendo e che si nutre della violenza come mezzo per intimorire le persone, costringendole all’omertà. Non dimentichiamo però – ha concluso La Torre – che noi siamo il Paese dell’antimafia”. Nel corso del convegno accolto anche l’intervento dell’ex ministro degli Interni, Virginio Rognoni, che ha ricordato il segretario regionale del Pci in un breve intervento: “Pio La Torre? Uno straordinario esempio di democrazia italiana”.

I saluti del sindaco di Roma Roberto Gualtieri sono stati portati nella Sala del Tempio di Adriano dall’assessore di Roma Capitale, Tobia Zevi: “La parola memoria ha senso solo quando si intreccia con la parola responsabilità: ricordiamo Pio La Torre con l’impegno quotidiano. Noi lo facciamo a Roma – ha sottolineato Zevi – con il Forum cittadino sui beni confiscati alle mafie, inaugurato poche settimane fa”. Tra i rappresentanti delle istituzioni presenti al convegno anche Giovanni Salvi, procuratore generale presso la cassazione, Enzo Ciconte, docente di Storia della criminalità all’università di Roma Tre, Giampiero Cioffredi, presidente dell’Osservatorio tecnico scientifico per la sicurezza e la legalità della Regione Lazio, Francesca Danese, portavoce del Forum terzo settore del Lazio e Marco Marcocci, presidente di Confcooperative Lazio.

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