Raggi rimuove il fratello di Marra

La sindaca ha deciso: via il fratello di Raffaele Marra dal dipartimento del Turismo. Meloni desolato: “Peccato, era bravo”

Simone Canettieri per il Messaggero

 

Non solo chat. Virginia Raggi prova a liberarsi dall’ombra di un altro Marra. La sindaca ha chiesto agli uffici del Campidoglio di procedere all’annullamento dell’affidamento dell’incarico di direttore del dipartimento turismo a Renato Marra, il fratello di Raffaele, arrestato per corruzione a dicembre. La mossa in autotutela della grillina – come anticipato da II Messaggero – prova a liberare il campo dalle polemiche. Ma anche da ulteriori grane giudiziarie. Nel documento che accompagna la revoca dell’incarico gli uffici del segretariato comunale fanno riferimento ai rilievi espressi, proprio su questa nomina, dall’Autorità anticorruzione.

Negli atti trasmessi alla Procura, il pool di Raffaele Cantone aveva evidenziato profili di «conflitto d’interesse», dal momento che a firmare lo scatto di carriera per Renato Marra è stato il fratello Raffaele, direttore delle Risorse Umane, nonché titolare della riforma della macrostruttura comunale che ha portato al ricambio di tutti i dirigenti, tra cui c’è stato lo scatto (da 20mila euro all’anno) del fratello, passato dalla municipale (era a capo del Gsssu) al dipartimento Turismo.

Raggi anche su questa nomina ha cambiato più volte versione. Sul ruolo svolto dall’ex fedelissimo Raffaele Marra nella procedura aveva precisato che «è stato di mera pedissequa esecuzione delle determinazioni da me assunte, senza alcuna partecipazione alle fasi istruttorie, di valutazione e decisionali, peraltro affidate in via esclusiva dalla normativa vigente. Raffaele Marra – spiegava Raggi – si è limitato a compiti di mero carattere compilativo».

In tutta questa vicenda c’è anche l’imbarazzo di Adriano Meloni, l’assessore al Turismo. Che prima ha detto che Renato Marra gli venne proposto in una riunione ristretta e ieri invece ha ritrattato spiegando che già lo conosceva e che anzi è un peccato che non lavori più nel suo assessorato in quanto è un dirigente molto capace. Le spine politico-giudiziarie hanno tenuto banco anche ieri sera durante la riunione congiunta maggioranza-sindaca.

Tra i tanti temi sul piatto c’è anche la vicenda dell’allargamento della giunta, attraverso uno spacchettamento degli assessori più pesanti. Tra questi c’è quello di Paolo Berdini, titolare di Urbanistica e Lavori pubblici. Che proprio ieri ha confermato: «Appena avrò avviato i bandi di alcune gare sono pronto». I tempi, secondo Berdini, sarebbero abbastanza lunghi. Lui dice settembre, la maggioranza spinge per chiudere questo sdoppiamento entro gennaio. Prima però ci sono altre incombenze. A partire dal dossier Tor di Valle.

Giovedì riparte la conferenza dei servizi per il progetto calcistico-immobiliare. L’intenzione del Campidoglio è chiara: modificare il progetto (circa un milione di metri cubi di cemento) in conferenza dei servizi senza passare cioè da una nuova delibera sulla pubblica utilità che sostituisca quella approvata dalla giunta Marino. Si tratta dunque sui volumi di quello che gli ambientalisti, e non solo, chiamano «ecomostro». Il problema sono i tre grattacieli, la linea di Berdini è di toglierli di mezzo per sempre, i proponenti del progetto no. Raggi tratta per abbassarli di qualche piano. La partita deve ancora entrare nel vivo.

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