La sindaca Raggi ha detto di aver “convocato gli uffici, perché pretendo una soluzione immediata a questa situazione di fatto di stallo del bilancio”. Così la prima cittadina sul nodo della municipalizzata dei rifiuti il cui bilancio attende da tempo di essere approvato.
Ieri Raggi aveva convocato il presidente di Ama , Lorenzo Bagnacani, dopo che il Collegio dei sindaci aveva revocato il parere positivo sul bilancio della municipalizzata, che era sto presentato lo scorso aprile da Bagnacani e al tempo approvato dallo stesso organo di controllo dei conti da parte del Comune.
La bocciatura, spiegano sulla cronaca romana del Corsera, favorirebbe l’assessore al Bilancio, Gianni Lemmetti, che chiede di mettere in rosso i 18 milioni i crediti verso i servizi cimiteriali mente Bagnacani vorrebbe farli approvare senza variazioni al bilancio.
Il braccio di ferro con il Comune non si ripercuote solo sui crediti bancari ad Ama, ma anche sui lavoratori che si vedranno saltare lo stipendio di ottobre. “Sono circa 4.000 le lavoratrici e i lavoratori ai quali non verrà pagato lo stipendio di ottobre, (erogazione 15 novembre)” ha comunicato ieri la Multiservizi (partecipata da Ama al 51%) ai sindacati, precisando che la causa è dovuta ai “ritardi nei pagamenti dei corrispettivi dovuti alla società”.
Oggi i sindacati hanno fatto sapere che domani sono stati convocati in Campidoglio “dove chiederemo tutte le garanzie su Ama e il rispetto degli accordi sottoscritti, senza i quali i progetti sulla differenziata resteranno peraltro lettera morta”. Il segretario della Fp Cgil (di Roma e Lazio) Natale Di Cola ha quindi aggiunto che “per responsabilità abbiamo congelato le due giornate di sciopero inizialmente previste per i primi di dicembre. È evidente che se domani non avremo risposte la mobilitazione ripartirà e si andrà allo sciopero”. Fp Cgil insieme a Fit Cisl e Fiadel hanno già promosso di recente una giornata di sciopero in Ama per protestare contro la mancata approvazione del bilancio.