Raid punitivo contro i nomadi, due arresti vicino a Roma

'Ci avete derubato', poi insulti razzisti e botte

photo credit: pagina Fb carabinieri

Insulti razzisti, botte e anche la pretesa di un risarcimento per avere subito un furto. Per questo motivo i Carabinieri della Compagnia di Tivoli hanno arrestato due fratelli, di 30 e 38 anni, di Tivoli, ritenuti responsabili di violazione di domicilio, lesioni e tentata estorsione. I due ieri avevano preso parte ad un presidio anti nomadi a Guidonia Montecelio vicino a Roma e hanno guidato un raid presumendo che fossero stati alcuni nomadi a compiere un furto nel loro box. Nella circostanza, i due, pronunciando anche frasi, per cui si sta valutando l’eventuale contenuto discriminatorio, sono entrati in casa, hanno preteso dai componenti della famiglia di nomadi il pagamento della somma di 200 euro quale risarcimento del danno derivante dal furto avvenuto all’interno del loro box auto.

Poi, in quanto di etnia rom e ritenendoli dunque responsabili delle azioni commesse da altri “zingari”, al rifiuto di questi di pagare, hanno aggredito fisicamente un 21enne che si è rifugiato in casa. A quel punto i due fratelli hanno divelto il cancello della sua abitazione, ne violavano il domicilio, percuotendo anche la sorella. A seguito della reazione delle vittime, i due fratelli venivano allontanati dall’abitazione infrangendo il vetro di una finestra. Il successivo intervento dei Carabinieri della Compagnia di Tivoli ha consentito di bloccare l’azione criminosa e di arrestarli. A seguito dell’aggressione subita, i due fratelli nomadi riportavano lesioni giudicate guaribili in 3 giorni. Successivamente gli arrestati sono stati condotti presso le proprie abitazioni in regime di arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

 

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