Rave party a Modena: iniziato lo sgombero, l’edificio è pericolante – VIDEO

La mega festa è in corso da sabato scorso in un capannone dismesso a pochi chilometri fuori dalla città. Ieri il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, aveva dato mandato alle autorità locali di 'adottare, raccordandosi con l’autorità giudiziaria, ogni iniziativa per interrompere l’evento e liberare l’area al più presto'"

“Modena, sgombero e sequestri in corso al rave party. Pugno duro contro droga, insicurezza e illegalità. È finita la pacchia”. Lo scrive su Facebook il vicepremier e ministro per le Infrastrutture e la mobilità sostenibili, Matteo Salvini, rilanciando la diretta dello sgombero del rave party a Modena, in Emilia-Romagna. La mega festa è in corso da sabato scorso in un capannone dismesso a pochi chilometri fuori dalla città. Ieri il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, aveva dato mandato alle autorità locali di ‘adottare, raccordandosi con l’autorità giudiziaria, ogni iniziativa per interrompere l’evento e liberare l’area al più presto'”.

 

Stamattina sono quindi iniziati i servizi per la messa in sicurezza dell’area, con il sequestro preventivo dell’immobile per motivi di sicurezza strutturale legati allo stato dei luoghi, dichiarati dal proprietario della struttura e certificati in ultimo da sopralluogo tecnico.

Molti partecipanti stanno lasciando l’edificio e si sono riversati in autostrada con i loro mezzi. Le forze dell’ordine in tenuta antisommossa si sono avvicinate all’edificio senza entrare all’interno mentre un funzionario ha detto al megafono: “Non siamo qui per voi e non entreremo, l’edificio è sotto sequestro perché pericolante, dovete andarvene”. Dopo un primo momento di tensioni, ma senza scontri, i partecipanti al party hanno iniziato a lasciare l’edificio. Dentro stanno smontando le casse.

Sono circa 600 le persone per ora identificate dalle forze dell’ordine per il rave party di Modena. Il dispositivo per eseguire il sequestro, approntato all’esito del Comitato Provinciale Ordine e sicurezza pubblica svolto ieri in Prefettura e del successivo Tavolo tecnico svolto in Questura alla presenza di tutti gli Uffici, Comandi ed enti interessati, vede il dispiegamento di forza pubblica, enti del soccorso sanitario e tecnico. Proseguono sul perimetro e sulle vie di deflusso le attività di identificazione dei raver e di controllo dei relativi mezzi, con il concorso di pattuglie territoriali dislocate a medio raggio, di più unità cinofile antidroga e della Polizia stradale.

Dopo le navi umanitarie, arriva la stretta del Governo di centrodestra anche sui rave party. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, porterà; domani in Consiglio dei ministri una prima bozza di provvedimento “per dare nuovi e più efficaci strumenti di prevenzione e intervento”. Si punta alla confisca di camion, furgoni, amplificatori ed altre apparecchiature musicali usate dagli organizzatori dei raduni, a carico dei quali scatterebbe anche l’obbligo del ripristino dei luoghi danneggiati. L’accelerazione della misura – da decidere se sarà; un decreto – dopo il rave di Modena che ha spinto subito il titolare del Viminale a disporre “ogni iniziativa” per interromperlo e liberare l’area. Critiche dal Pd, che invita a non “dare fuoco alle polveri salviniane o accendere ulteriori micce col risultato finale di ricorrere a manganelli, maniere forti inutili e dannose”.

Quello dei rave party è; uno dei fenomeni storicamente nel mirino del centrodestra. In passato la premier Giorgia Meloni, da esponente dell’opposizione, così; come anche il suo vice Matteo Salvini, avevano chiesto più volte le dimissioni dell’ex ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, ‘rea’ di non aver fermato i raduni illegali che periodicamente si svolgono in Italia, come ovunque. Il caso più; eclatante nell’agosto del 2021, quando oltre 7mila persone provenienti da tutta Europa si concentrarono in un’area vicino al lago di Mezzano, nel Viterbese, di fatto ‘sequestrandola’ abusivamente. La stessa ministra Lamorgese aveva, in seguito a quell’episodio, messo al lavoro i suoi uffici – in collaborazione con i tecnici del ministero della Giustizia – con l’obiettivo di portare in Consiglio dei ministri un provvedimento di contrasto efficace in grado di ‘aggirare’, tra l’altro, una sentenza della Cassazione del 2017 incentrata sulla non punibilità degli organizzatori degli eventi “non indetti nell’ambito di una attività imprenditoriale”.

Il testo era praticamente pronto ma alla fine non è mai stato approvato. Sarà ora Piantedosi a portarlo domani nella prima riunione operativa del Gabinetto Meloni. In sostanza, allineandosi alle normative già in vigore in altri Paesi che hanno determinato un salto di qualità nel contrasto ai rave, si punta a delineare una fattispecie di reato apposita che consenta di disporre la confisca obbligatoria dei veicoli e degli strumenti necessari per l’organizzazione della manifestazione e che preveda anche l’obbligo del ripristino dei luoghi, spesso devastati dopo giorni di ‘sballo’ collettivo di migliaia di giovani. Sul piano preventivo, poi, l’obiettivo è; sapere in anticipo quando e dove questi eventi si terranno per presidiare gli accessi all’area, perché una volta che sul posto è confluita una massa di gente, le operazioni di sgombero diventano rischiose. E’ quindi necessario accendere una luce sulle chat e sui canali social coperti utilizzati da chi li organizza: serve, ciò la possibilità di fare intercettazioni come per reati di particolare gravità Salvini plaude all’annuncio di Piantedosi: “Basta rave party illegali, delinquenti che spadroneggiano, istituzioni umiliate: ora si cambia!”, esulta il ministro delle Infrastrutture. “Finalmente – gli fa eco la deputata di Fratelli d’Italia Ylenja Lucaselli – si cambia marcia rispetto ad un fenomeno che, generalmente, rappresenta terreno di coltura anche per la diffusione di stupefacenti”.

Critiche, invece dal Pd. “Segnalo al ministro degli interni il rave che si è tenuto a Predappio, a mio avviso di gran lunga il più inquietante. Era conforme alle norme vigenti?”, chiede Andrea Orlando, in riferimento alla manifestazione per i 100 anni della Marcia su Roma svoltasi nella città natale di Benito Mussolini.

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