Rifiuti: Ama raddoppia i netturbini con l’autista che raccoglie al porta a porta

Sugli squaletti ci sarà un solo operatore. Ama cerca di recuperare 500-1.000 addetti fin dopo l'Epifania. Trovati i fondi per riparare i camion

In base alle esigenze dei territori, gli equipaggi verranno sdoppiati (tranne in situazioni specifiche e nei turni di notte per garantire la sicurezza) per sopperire alle carenze di organico. L’autista, che finora restava sul mezzo in attesa che il collega scendesse a ritirare i rifiuti, adesso interverrà da solo svolgendo tutte le operazioni.

La rivoluzione, “una novità assoluta per Roma”, verrà testata sia nei turni mattutini sia in quelli pomeridiani. “Con questa semplice misura, a parità di addetti – sottolineano al ‘Corriere della Sera’ dalla municipalizzata – , l’azienda punta a dispiegare tra i 500 e i 1.000 interventi aggiuntivi eseguiti da altrettanti operatori e “spazzini di quartiere” da questa settimana fino a dopo l’Epifania”.

La svolta si è resa necessaria dopo le prime evidenze sui risultati parziali del piano che, malgrado i miglioramenti registrato in alcune zone, non è ancora decollato e rischia di mancare l’obiettivo che si è dato il sindaco di ripulire la città in un mese.

Dopo il bonus anti-assenze di 360 euro al mese ai dipendenti e il premio di 100 euro lordi a chi lavorerà anche nei giorni festivi (Natale, Santo Stefano e Capodanno), la redistribuzione del personale è un’ulteriore leva per intensificare la raccolta a terra e l’attività di spazzamento.

Nel frattempo, da una ricognizione contabile sono emersi fondi inutilizzati per alcuni milioni di euro che verranno usati per accelerare le riparazioni dei mezzi fermi in officina da mesi, quasi il 40 per cento della flotta. Si sta procedendo “con urgenza” anche alla riattivazione del tritovagliatore mobile in via Romagnoli, a Ostia, per il quale è partita la ricerca di quattro palisti e due addetti alla pesa in servizio dal lunedì al sabato, dalle 6 alle 12.30.

Le criticità che ancora permangono, oltre al deficit impiantistico e alla carenza di mezzi e personale, per i sindacati dipendono anche da altri fattori; “Manca l’unità di intenti tra azienda e cittadini – osserva al ‘Corriere della Sera’ Giancarlo Cenciarelli (Cgil Roma e Lazio) -: si vedono piazzole ripulite che, il giorno dopo, sono di nuovo sporchissime”. Altro punto debole, “i troppi colli di bottiglia” che vengono a crearsi: “Per come è organizzato il servizio, se un automezzo si rompe o è in manutenzione, una zona rischia di rimanere sguarnita”.

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