Tmb Salario: l’impianto della discordia

I comitati chiedono da tempo la chiusura. Oggi la procura ha aperto un'indagine, ma era già al vaglio degli inquirenti l'ipotesi di inquinamento ambientale

L’impianto di trattamento rifiuti, il Tmb Salario, è da tempo al centro delle polemiche e delle proteste degli abitanti delle zone circostanti, a causa soprattutto dei cattivi odori.

“Siamo preoccupatissimi per la salute di tutti i cittadini. Questo danno ambientale causato da loro, avrà conseguenze su di noi per anni”. A dirlo è Adriano Travaglia, presidente del comitato Villa Spada all’esterno del Tmb Salario. “Da 7 anni combattiamo questa battaglia, ma nessuno ci ha mai creduto. Lo abbiamo detto a tutti i tavoli e ultimamente anche alla Camera e al Senato. L’assessore all’Ambiente del Comune, Montanari, uscendo da qui ha detto che adesso aprirà un tavolo di crisi, ma quando glielo abbiamo chiesto noi di mettersi attorno al tavolo non ci hanno voluto dare retta” ha aggiunto. Il comitato è impegnato da tempo sul territorio per chiedere la chiusura dell’impianto.

 

 

Tecnicamente, si legge nella scheda dell’Ama, “l’impianto di selezione e trattamento di via Salaria 981 ha lo scopo di separare la frazione secca, ad elevato potere calorifico, dei rifiuti indifferenziati da quella umida”.

La prima viene trasformata in Cdr (combustibile derivato dai rifiuti, destinato agli impianti di termovalorizzazione), mentre la parte umida viene invece trattata “per essere trasformata in ‘frazione organica stabilizzata’ (FOS), un materiale organico igienizzato utilizzato prevalentemente nelle attività di copertura delle discariche”.

Le polemiche sono aumentate nell’ultimo periodo, dopo una relazione dell’Arpa del Lazio, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, secondo la quale “vi sono evidenze che l’impianto produce rifiuti che presentano ancora caratteristiche di putrescibilità”.

Immediata la presa di posizione del presidente del III Municipio Giovanni Caudo, che ha evidenziato la parte del documento dell’Arpa secondo la quale l’impianto in questione “non produce i rifiuti che dovrebbe produrre, non stabilizza i rifiuti trattati che producono cattivo odore”. Secondo Caudo, nei fatti, “il Tmb è una discarica a 150 metri da un asilo e va chiuso”.

Intanto, la Procura di Roma ha avviato una indagine in relazione al vasto incendio che sta interessando il Tmb. In base a quanto si apprende il pm Carlo Villani, già titolare di un fascicolo sulla struttura nel quale si ipotizzava il reato di inquinamento ambientale e attività di rifiuti non autorizzata, si è recato per un sopralluogo sul luogo dell’incendio. Al momento, spiega chi indaga, è ancora prematuro stabilire la natura doloso o colposa del rogo. A piazzale Clodio si attendono anche le informative delle forze dell’ordine intervenute. (fonte Ansa)

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