Roma, anziana in carrozzella non riesce ad accedere al bus

Dopo il caso di Laura Coccia, quello della signora in carrozzella al buio: l’importanza di raccontare episodi del genere

Continua ad essere complesso il rapporto tra Atac e le persone con problemi di mobilità. Cittadine, utenti che spesso hanno nel servizio offerto dalla municipalizzata l’unico strumento per combattere l’isolamento. Qualche tempo fa Radiocolonna ha raccontato l’odissea per raggiungere lo stadio di Laura Coccia, ex deputata e attivista per i diritti dei disabili che ha passato una brutta esperienza tra montascale e pedane mancanti.

Questa volta la denuncia non riguarda una giovane combattiva abile sui social come la Coccia ma una signora che aspetta nel buio, sola, un autobus che probabilmente non sarà in grado di accoglierla.

La foto è stata pubblicata sui social da Michela Mirani, responsabile nazionale disabilità di Rivoluzione Cristiana e racconta bene la solitudine e lo sconforto da chi si vede respinto dall’unico mezzo in grado di non farle perdere il contatto con il mondo esterno.

La signora, secondo il racconto, avrebbe atteso invano l’arrivo di un autobus provvisto di pedana che però ne era sprovvisto e ha lasciato a piedi la signora.

E a poco servono le pedane rialzate istallate lo scorso anno per combattere la sosta selvaggia e aiutare i disabili se poi tanti mezzi hanno problemi a far salire chi si trova su una carrozzella.

Negli ultimi tempi non sono mancate le schermaglie tra l’amministrazione e le associazioni che si occupano di disabilità. L’anno scorso il Tribunale di Roma aveva condannato Campidoglio e Atac per “condotta discriminatoria nei confronti delle persone disabili” dopo che due ragazzi in carrozzella erano rimasti intrappolati nelle stazioni di Spagna e Flaminio per l’assenza di ascensori funzionanti. Sempre nel 2017 l’Unione Ciechi ha denunciato il fatto che i nuovi bus non sarebbero adatti agli ipovedenti, contestando l’assenza di dialogo con il mondo delle associazioni.

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