Roma: appello di un padre: “mio figlio rapito in Ucraina, madre l’ha portato via”

Giovanni Arcangeli, ingegnere romano di 54 anni che da mesi cerca di rintracciare il figlio di 9 anni portato in Ucraina dall'ex moglie, cittadina ucraina che da tempo ha perso la potestà genitoriale. L'uomo ha depositato un esposto in Procura

“Aiutatemi, devo trovare mio figlio: non ho piu’ notizie di lui dal 23 febbraio, il giorno prima dello scoppio di questa terribile guerra in Ucraina”.

E’ il drammatico appello lanciato da Giovanni Arcangeli, ingegnere romano di 54 anni che da mesi cerca di rintracciare il figlio di 9 anni portato in Ucraina dall’ex moglie, cittadina ucraina che da tempo ha perso la potesta’ genitoriale. Su questa vicenda l’uomo ha depositato un esposto in Procura, a Roma, per i reati di sequestro di persona e maltrattamenti. I magistrati di piazzale Clodio hanno avviato un indagine ma la situazione, alla luce del conflitto in atto, non sembra essere arrivata ad una svolta.

“Chiedo alle autorita’ locali di non ostacolare le nostre ricerche, vorrei avere almeno la conferma che sia vivo e stia bene”, aggiunge l’ingegnere, assistito dall’avvocato Gianluigi Scala. L’uomo non ha piu’ notizie del figlio da oltre due mesi, nell’ultima segnalazione si trovava a Belgorod Dnestrovskij in provincia di Odessa, zona ora interessata dal conflitto e dai bombardamenti russi. Il legale spiega che la “situazione si e’ ulteriormente complicata dopo che la procura di Belgorod si e’ rifiutata, eccependo questioni di natura formale, di prelevare il bimbo nell’interesse del padre. Il consolato italiano sta cercando di mediare con le autorita’ ucraine ma da parte loro non c’e’ stata alcuna collaborazione, un vero e proprio muro di gomma”.

Il ragazzino, secondo quanto denunciato dal padre, si troverebbe nella provincia di Odessa dopo che la madre, Tetania Shevchenko, 48 anni, lo ha di fatto portato via, prima che la Russia scatenasse l’attacco. Non e’ escluso che in queste settimane il piccolo possa essere trasferito in altra zona, forse addirittura in Russia. Una vicenda personale, quella di Arcangeli, che si intreccia con la guerra: dopo una vita familiare “saldamente radicata in Italia, a Roma”, nel 2016 si consuma un drastico cambiamento. La madre, con una scelta “unilaterale” come e’ detto nell’esposto, decide di tornare nel suo paese di origine e portare con se il bimbo. Secondo Arcangeli, che nel 2020 ha ottenuto l’affidamento esclusivo del minore e la “decadenza” della responsabilita’ genitoriale della moglie, da settimane la donna non risponde ai messaggi.

“Mio figlio e’ in pericolo di vita, spero che le autorita’ intervengano per individuarlo: e’ imperativo cercare il bambino il piu’ velocemente possibile”, ribadisce. Nell’esposto fornisce anche la targa e l’auto utilizzata dalla moglie per gli spostamenti affermando che anche i genitori della donna “la stanno aiutando” nel tenere nascosto il piccolo.

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
Radio Colonna