Roma, caos a Corso Vittorio: c’è l’asfalto nuovo ma non la segnaletica

Le foto di Radiocolonna testimoniano la situazione anarchica che vige sulla via che collega Largo Argentina al lungotevere

Turisti che si guardano perplessi in giro, come se davanti a loro ci fosse una savana e non una strada appena asfaltata in una delle più importanti città del mondo. Alcuni cercano di intuire la linea immaginaria delle strisce pedonali grazie ai semafori, altri si lanciano in attraversamenti spericolati con il rischio di essere investiti da qualche macchina o scooter. Dall’altra parte ci sono i veicoli, i bus e le moto, che in assenza di segnaletica orizzontale talvolta si fermano o proseguono la propria corsa dove non dovrebbero. Vecchio vizio dei romani quello dell’indisciplina stradale, si dirà, ma questa volta la cattiva abitudine – che come l’erba cattiva, non muore mai – viene alimentata da un’incomprensibile politica di lavori pubblici. Siamo a Corso Vittorio Emanuele, cuore del centro di Roma e strada di collegamento tra Largo Argentina e il lungotevere, in corrispondenza di Borgo Pio. Da molti giorni, infatti, la via che ha ospitato le dimore di noti personaggi della storia italiana come Giulio Andreotti e Julius Evola si presentava fresca di riasfaltatura. Una notizia che sarebbe positiva se non fosse assente un pezzo fondamentale del lavoro: la segnaletica orizzontale. Così, a Corso Vittorio, sono mancate tra le varie cose le strisce pedonali, la separazione tra la corsia destinata alle automobili e quella dedicata a taxi e mezzi pubblici. Una situazione di totale anarchia, come testimoniano le foto di Radiocolonna. Situazione non priva di pericoli per pedoni, motorini e macchine:

Una ritardo analogo nella realizzazione dei lavori e della segnaletica si è visto poco tempo fa anche nel caso della contestatissima ciclabile sotto al lungotevere, una “colata di cemento” – per usare il termine adottato dai detrattori – che per molto tempo è rimasta incompiuta e priva di segnaletica. Un altro vizio romano.

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