Roma: chiude la Locanda dei Girasoli, addio al simbolo della ristorazione inclusiva – VIDEO

Dopo 22 anni. "È stato straordinario lavorare insieme a voi. Grazie a tutti quelli che in questi anni ci anno sostenuto", scrivono sulla pagina Facebook

Chiude a Roma la storica “Locanda dei Girasoli”, un simbolo della ristorazione inclusiva che – per 22 anni – ha insegnato un mestiere a giovani con sindrome di Down, di Williams e altre disabilità cognitive.

A darne la notizia sono i gestori, con un post sulla pagina Facebook, in cui scrivono: “22 anni fa in silenzio abbiamo mosso i nostri primi passi. Prendeva vita La Locanda dei Girasoli. Un’opportunità straordinaria di formazione e inclusione lavorativa. In questi anni, noi tutti, con grande sacrificio e orgoglio abbiamo trasformato un utopia in realtà”, spiegano.

 

“I nostri ragazzi – proseguono – hanno imparato più di un mestiere e il significato della parola lavoro diventando dei veri professionisti. Hanno incontrato avversità e le hanno superate affrontandole a testa alta. Hanno conosciuto il rispetto per il prossimo e condiviso tutto se stessi nella maniera più genuina. Hanno creato una famiglia che porta il nome di un fiore splendido che segue sempre il sole. In questi anni ci avete insegnato tanto anche a tutti noi, e probabilmente anche a molti di voi, e per questo ve ne saremo per sempre grati, grazie. La Locanda chiude in silenzio proprio come ha preso vita 22 anni fa. È stato straordinario lavorare insieme a voi. Grazie a tutti quelli che in questi anni ci anno sostenuto”.

“Apprendere della chiusura della Locanda dei Girasoli lascia sconcertati. La fine di un’esperienza di 22 anni, che ha dato opportunità di formazione ed inclusione lavorativa a tanti ragazzi e ragazze, non è accettabile in una città che punta ad essere inclusiva e solidale in ogni suo aspetto”. Lo afferma in un nota la consigliera capitolina del Partito democratico Antonella Melito.

“Si valuti la possibilità di trovare una soluzione per la salvaguardia di una storia di inclusione sociale, lavorativa e di comunità, che in questi anni ha nobilitato e dato dignità a tanti ragazzi e ragazze con sindrome di Down attraverso un solido progetto di formazione e di inserimento lavorativo. Non si interrompa un percorso di integrazione lavorativa e territoriale che è sempre stato un esempio concreto di imprenditoria sociale”, conclude la consigliera dem.

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