Roma/emergenza peste suina: anche Costa insiste su abbattimenti, ma per ora non sono in programma

Il Commissario straordinario Angelo Ferrari: "Mi sono preso 24 ore per analizzare la situazione e verificare gli aspetti epidemiologici". Per ora dunque niente abbattimenti anche se una seconda ordinanza con la possibilità della selezione dovrebbe arrivare la prossima settimana.

Sull’emergenza peste suina a Roma il ministero della Salute insiste: ridurre il numero di cinghiali è “fondamentale”. Ma, per ora, gli abbattimenti non sono ancora in programma.

Il Commissario straordinario alla peste suina Angelo Ferrari – secondo quanto riporta l’Ansa – ha detto che “ci sarà un’ordinanza di appoggio e di puntualizzazione, ma non sarà questa l’ordinanza di abbattimento”. “Mi sono preso 24 ore per analizzare la situazione e verificare gli aspetti epidemiologici”, ha detto Ferrari, sottolineando che “probabilmente dovremo rivedere la zona infetta”. Per ora dunque niente abbattimenti anche se una seconda ordinanza con la possibilità della selezione dovrebbe arrivare la prossima settimana.

Il sottosegretario alla Salute con delega all’emergenza, Andrea Costa, su Twitter, è tornato nuovamente a chiedere abbattimenti, scrivendo che è “fondamentale ridurre eccessiva presenza #cinghiali sul territorio”, valutando un “prolungamento dell’attività venatoria”.

Un lavoro di “depopolamento, nelle forme che il commissario deciderà” era stato anche preannunciata dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, mercoledì al Messaggero. “È evidente che quanto è successo è figlio dell’eccessiva promiscuità e presenza di cinghiali e del rapporto non sano con i rifiuti”, aveva inoltre detto Zingaretti.

Anche le associazioni animaliste, contrarie a un’ordinanza di abbattimento puntano il dito contro la gestione dei rifiuti: “A Roma il problema sono i rifiuti, non i cinghiali”, ha dichiarato il presidente dell’Organizzazione internazionale protezione animali, Massimo Comparotto. A queste accuse ha risposto Ama, l’azienda capitolina che si occupa della spazzatura, dicendo che la presenza dei cinghiali non ha nulla a che vedere “con lo svuotamento dei cassonetti e ai servizi di raccolta dei rifiuti”. Ad aprile, ha dichiarato Ama, nelle zone dove è più frequente la presenza degli ungulati ci sono stati 5000 servizi di igiene urbana.

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