Roma, Gualtieri asso pigliatutto – VIDEO

Mentre studia come spendere i fondi del Pnnr, il sindaco diventa anche commissario al Giubileo 2020. E si prepara a candidare Roma all'Expo 2030. In arrivo un fiume di denaro. Ma buona parte è nuovo debito

Neanche il tempo di insediarsi in Campidoglio che il sindaco Roberto Gualtieri si trasforma subito nell’asso pigliatutto. Da sindaco diventa immediatamente commissario straordinario per il Giubileo 2025. Come Franco Rutelli nel 2000. Avvia il totonomine partendo da Atac e si prepara a candidare Roma all’Expo 2030, oltre che ad investire i soldi che arriveranno dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il tutto per gestire una pioggia di denaro, buona parte a debito, che sta per riversarsi sulla capitale. Di che cifre parliamo? Un miliardo e mezzo solo per il Giubileo. Più di 330 milioni per la città metropolitana in conto Pnrr. E chissà quanto denaro ancora per l’Expo’. Naturalmente per utilizzare i soldi saranno create nuove società, nominati nuovi manager, moltiplicate le poltrone. Con una differenza importante rispetto al passato: se i soldi non saranno spesi bene, i romani pagheranno un salato conto che toccherà saldare al successore di Gualtieri. Ma andiamo per gradi.

La nomina di Gualtieri a commissario per i Giubileo è stata decisa dal premier Mario Draghi “con il consenso unanime di tutti gli interlocutori” come spiega il Corriere dello scorso 15 dicembre. A nessuno insomma è venuto in mente che il sindaco di Roma avesse già molti impegni e tante gatte da pelare. E che forse meglio sarebbe stato sdoppiare gli incarichi per gestire al meglio un evento che dovrebbe portare in dote 1,5 miliardi di investimenti. “Lavoreremo senza sosta affinché Roma sia pronta per questo evento di portata planetaria” ha twittato Gualtieri immediatamente dopo la notizia del nuovo e complesso incarico. E non potrebbe essere diversamente visto che avrà già il suo bel da fare a trasformare Roma nella città in cui tutto è possibile nel giro di “15 minuti” di trasporti. Per fortuna per realizzare gli interventi necessari al Giubileo, Gualtieri potrò contare su una società ad hoc con un consiglio di amministrazione composto da 5-7 persone nominati da governo, Campidoglio e Regione. E cioè tutti dello stesso colore politico, senza spazio alle critiche. Per partire la nuova società avrà subito a disposizione un centinaio di milioni che si aggiungeranno alla maxidote milionaria. E dovrà poi mettere le basi per interventi infrastrutturali che la capitale attende da anni come l’anello ferroviario, i prolungamenti delle metropolitane, il potenziamento del collegamento Termini-Fiumicino. Come se non bastasse l’enorme mole di lavoro per il Giubileo, Gualtieri ha intenzione di candidare Roma all’Expo 2030. A definire i dettagli della candidatura ci sarà un comitato ad hoc che potrebbe essere affidato alla pentastellata, Virginia Raggi. Proprio lei che in passato si è mostrata molto restia a dare spazio ai grandi eventi e alle grandi nuove opere nella Capitale.

Intanto, dopo l’insediamento in Campidoglio, è iniziato anche il totonomine nelle partecipate con Atac dove il primo cittadino ha voluto l’arrivo in consiglio di Arrigo Giana. C’è da scommettere che si tratta dell’inizio di una carrellata di nomine che non solo servirà a piazzare uomini di fiducia nelle controllate del Comune, ma anche per prepararsi ad investire i soldi del piano nazionale di ripresa e resilienza. In arrivo infatti ci sono oltre 330 milioni di euro. A tanto ammonta la quota per la città metropolitana di Roma. Con 35 milioni che arriveranno già nel prossimo anno, 19 nel 2023, 80 nel 2024, 104 nel 2025 e poco più di 90 nel 2026. Per non parlare del fatto che, grazie ad un accordo con Anas, la Capitale accederà a un fondo da 5 milioni di euro per le strada e sono in via di sblocco anche  425 milioni per la manutenzione delle metropolitane.

Un fiume di denaro rispetto all’austerity con cui i cittadini romani sono abituarti a fare i conti ormai da anni. Il contesto è insomma completamente diverso da quello in cui ha operato Virginia Raggi. Certo i debiti restano il maggior fardello del Campidoglio, ma la fase più acuta dell’emergenza sanitaria è alle spalle. Inoltre se è vero che il sistema economico è più fragile, è altrettanto vero che la pioggia di soldi servirà a tamponare le ferite. Con tanto di assunzioni facilitate per nuove assunzioni di figure manageriali necessarie al sindaco per investire bene il denaro. Sullo sfondo resta il tema più importante: non si tratta di soldi ricevuti in regalo, ma di altri debiti. Se quindi Gualtieri non li investirà bene, in maniera redditizia, affosseranno ancora di più il bilancio della Capitale. Così alla fine della fiera, a pagare il conto saranno i romani e tutti gli italiani. Con il successore di Gualtieri che troverà di nuovo le casse vuote.

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