Roma, i vigili multano l’oratorio ma poi fanno una colletta per pagare la multa

È accaduto nel quartiere Aurelio, nella parrocchia di Santa Maria Immacolata di Lourdes. Multato il parroco per "disturbo alla quiete pubblica": una sanzione da 350 euro a causa degli schiamazzi dei bambini e della musica che, secondo le lamentele dei vicini, era troppo elevata

polizia locale di Roma Capitale

Una storia che sembra uscire da un libro a lieto fine: i vigili si recano in una parrocchia per sanzionare un oratorio dal quale, secondo alcuni vicini, arrivavano troppi schiamazzi. Ma poi in forma del tutto anonima e da privati cittadini hanno deciso di fare una colletta per pagare loro quella sanzione. Da una parte la legge da rispettare, dall’altra il cuore di ‘padri’ nei confronti di quei ragazzini che, chiusi in casa per mesi a causa dell’emergenza Covid, ora si riversano in parrocchia per giocare, cantare, ballare.

È accaduto nel quartiere Aurelio di Roma, nella parrocchia di Santa Maria Immacolata di Lourdes. Erano da poco passate le 19, lunedì pomeriggio, quando alcuni vigili si sono presentati in oratorio multando il parroco per “disturbo alla quiete pubblica”. Una sanzione da 350 euro a causa degli schiamazzi dei bambini e della musica che, secondo le lamentele dei vicini, era troppo elevata. “Pensavo di stare su ‘Scherzi a parte’ – racconta all’Ansa il parroco, don Carmine Salvatore Cipolla – non potevo credere che ci stavano multando solo perché facciamo giocare dei bambini”.

Poco prima dell’arrivo dei vigili una signora si era recata in oratorio infastidita dal chiasso. “C’erano un centinaio tra bambini e ragazzi, abbiamo spento la musica e abbiamo continuato, con gli animatori, a fare giocare i bambini. Oggi ho mandato un whatsapp a tutti i volontari che ci danno una mano, per rincuorarli, ho visto che erano rimasti un po’ demoralizzati dall’episodio”.

Poi però in qualche modo è arrivato il lieto fine: la colletta tra i vigili per pagare quella sanzione che, dopo le denunce, comunque avevano il ‘dovere’ di irrogare. “Ma già i genitori avevano avviato una colletta per dare il loro contributo. Da una storia che sembrava negativa ne è uscito tanto bene. Sono commosso e senza parole! Ho ricevuto tantissima solidarietà dall’intero quartiere. Tutti sanno il grande lavoro educativo che da 43 anni la parrocchia svolge sul territorio ed è per questo che il bene ha fatto più rumore di questo episodio spiacevole. Il bene, alla fine, vince sempre”, sottolinea il parroco.

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