Roma, il dibattito sulla pedonalizzazione del lungotevere

Una suggestione dei promotori del GRAB fa partire il dibattito. Realizzabile o utopica?

Rassicuriamo dai timori o raffreddiamo gli entusiasmi del lettore sin da subito: si tratta di un’idea lontana dalla realizzazione quella che riguarda la pedonalizzazione del lungofiume di Roma.

A lanciare la provocazione sono stati gli organizzatori del GRAB, quel Grande Raccordo Anulare per le biciclette che – secondo i promotori – rivoluzionerebbe la mobilità capitolina. Riprendendo gli esempi delle grandi città europee, il lungotevere diverrebbe così un luogo per biciclette e pedoni, costringendo bus, auto e scooter a percorsi alternativi. Al dibattito social sono intervenuti vari blogger che si occupano di degrado e mobilità: Trenino Blu e TPL Roma hanno sottolineato la necessità di affiancare all’intervento anche la realizzazione di una tranvia, una soluzione condivisa anche da Roma Fa Schifo e da Diario Romano.

Oltre agli immancabili appunti sullo spazio tolto a macchine e parcheggi, alcuni utenti hanno sottolineato come il rendering del lungotevere fosse irrealistico, perché – a loro dire – troppo ampio rispetto alla realtà. “Il Lungotevere non ha corsie così larghe per tutta la lunghezza. Lungotevere dei Tebaldi, ad esempio, ha solo due corsie di marcia e una di sosta. Eliminando del tutto la sosta e creando la ciclabile rimarrebbe una sola corsia, quindi niente preferenziale o niente auto” spiega Riccardo Giuliani.

Insomma, il dibattito è apertissimo e vede ancora molti romani dubitare sulle potenzialità sostenibili in nome di un mantra che si ripete in continuazione: dove le facciamo circolare e sostare le auto?

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