Roma spende sempre di più per mangiare. Boom dei piatti pronti

Un settore che vale oltre nove miliardi. Per il 2019 previsto un boom dei prodotti gourmet come il caviale, ma in generale dei prodotti preconfezionati

Vale oltre nove miliardi la spesa alimentare a Roma. E ogni anno mediamente i romani spendono più di 2.400 euro per mangiare. La Cna delinea così lo scenario del food a Roma.

Nel 2017 all’interno del territorio romano hanno operato circa 33.000 imprese attive nel settore della ristorazione. A queste si devono aggiungere 3.000 imprese che si occupano di alloggi, ma che somministrano anche pasti.

Mediamente spendiamo 2-3 euro per un pasto in casa, e fino a 45 per un pasto gourmet fuori casa. Sempre più italiani amano poi i piatti pronti: la Cna per il 2019 stima infatti una crescita del 9,7%.

Le tendenze dell’alimentare per l’anno in corso sono queste: 

• Happy hour in casa (prosecco, birre, aperitivi, snack salati, analcolici) + 5,4

• Gourmet (salmone, pinoli, zafferano, caviale, funghi, tartufi, spumanti, vini liquorosi, capsule caffè) + 7,0

• Fuori pasto/autogratificazione (gelato, tavolette cioccolato, pasticceria, creme pronte,

caramelle, gomme da masticare) +2,6

  • Salutistico (base soia, bevande vegetali, riso, senza glutine) +0,3.

D’altronde, l’evoluzione del mercato del mangiare è già in atto. “Le parole chiave che guidano la trasformazione alimentare le conosciamo già tutte. Ovvero, tipicità, artigianalità, gusto, salute, naturalità, freschezza, durata, origine locale, fruibilità, estetica, eticità e su queste si muovono le traiettorie per costruire un nuovo mercato. Un punto essenziale è rappresentato poi dall’innesto delle nuove tecnologie che devono configurarsi come amiche della cultura alimentare, non avversarie. Questo nuovo metodo produttivo serve a rendere più moderna e sicura una produzione che continuerà ad essere fatta con le mani. Lo richiede il nostro consumatore”, dichiara Carlo Hausmann, Direttore di Agro Camera.

“L’artigianato alimentare dovrà puntare a rilanciare il proprio settore, a partire dal suo sapere tradizionale. Questo vuol dire riprogettarlo nell’ottica di investimenti in qualità di materia prima e di sicurezza. Ma anche e soprattutto, impegnandosi sui temi del green, della sostenibilità e dell’economia circolare. Questa è la grande futuro challenge che ci attende: puntare all’eccellenza che da sempre contraddistingue il made in Italy, e lavorare costantemente per rimanere competitivi, etici e attenti all’ambiente”, così Stefano Di Niola, Se- gretario della CNA di Roma.

 

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