Roma: operaio morto a Farnesina, interdizione e accusa omicidio colposo per capo ditta

Il manager è accusato di omicidio colposo: non avrebbe formato l’operaio Fabio Palotti per il tipo di intervento in corso. Inoltre non aveva predisposto un documento per la valutazione dei rischi

È stato raggiunto da una misura interdittiva ed è accusato di omicidio colposo l’amministratore unico che operava in subappalto alla manutenzione degli ascensori al Ministero degli Affari esteri quando ad aprile scorso è morto un operaio. L’imprenditore per sei mesi non potà esercitare ruoli direttivi delle persone giuridiche e delle imprese. A notificare il provvedimento, stamattina, sono stati i carabinieri

Secondo gli inquirenti l’imprenditore avrebbe violato le norme di sicurezza sul lavoro omettendo di inserire la leva di blocco dell’ascensore che quindi si è messa in funzione mentre l’operaio si trovava sul tetto ed è quindi rimasto incastrato tra la cabina e la parete del vano corsa, prima di precipitare nella fossa. Le indagini hanno permesso di accertare reiterate condotte di negligenza, imperizia e imprudenza, da parte del datore di lavoro. In particolare l’imprenditore delegava mansioni di manutentore di ascensori e montacarichi l’operaio che era specializzato soltanto per il servizio di presidio tecnologico ed era invece privo dei requisiti tecnici e professionali, nonché non adeguatamente formato e addestrato, per l’intervento di manutenzione richiesto. Inoltre non era stato adottato un piano di sicurezza sul cantiere, il giovane operaio non era stato sottoposto alle visite mediche periodiche obbligatorie e il suo certificato di idoneità al lavoro era scaduto il 10 febbraio del 2020, oltre due anni prima del decesso.

L’interdizione a carico del capo della ditta è stata predisposta dal giudice per le indagini preliminari della procura di Roma dopo aver constatato numerose violazioni alla normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e in virtù del pericolo di inquinamento delle prove: l’imprenditore indagato – al momento dell’avvio dell’inchiesta e su richiesta della procura – ha infatti presentato un certificato di abilitazione alla manutenzione di impianti ascensori o montacarichi che poi è risultato falso perché mai rilasciato dalla prefettura competente.

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
Radio Colonna