Roma si legge: piano operativo per contenere il virus della peste suina – PODCAST

All’Atac riparazioni scritte a penna 

Ecco le principali notizie della giornata dalla rassegna stampa a cura di Marco Moretti che potete ascoltare anche in versione podcast (clicca qui).

Peste suina: ecco la zona rossa

Per affrontare l’emergenza peste suina l’obiettivo messo a punto nella prima riunione al tavolo prefettizio è evitare che i casi di infezione escano dal Raccordo anulare. Lo afferma l’articolo di Leggo all’indomani dell’ufficializzazione della zona rossa allargata e il piano di abbattimenti da far partire entro 30 giorni e non tra 30 giorni come titola qualche giornale. Sempre Leggo intervista la responsabile zootecnia della confederazione degli agricoltori Angela Garofalo secondo la quale “a Roma si stimano oltre 20mila cinghiali selvatico-urbanizzati. Il virus è letale e contagioso e se entra in un allevamento di suini propagandosi determinerebbe la necessità di abbattere tutti gli animali bloccando l’export italiano. Prosciutti, salami e insaccati vari non verrebbero più venduti, sarebbe un enorme problema”. Leggiamo su Repubblica che “il prefetto schiera i droni contro i cinghiali” e poi troviamo il servizio di apertura sui serpenti nel IX municipio, nelle scuole dove negli ultimi giorni sono stati trovati due rettili. Sono arrivati a causa dell’erba alta. La rabbia dei genitori che dicono volevamo pulire noi, ma ci hanno impedito di farlo”.

Atac senza software

Passando ai guai della mobilità sempre su Repubblica leggiamo “Riparazioni scritte a penna, l’Atac senza software – è solo uno degli aspetti di quello che viene chiamato ‘debito manutentivo’ della municipalizzata dei trasporti evidenziato dalla relazione sullo stato del servizio dove in un passaggio si legge “Le prassi adottate per garantire il rispetto delle scadenze manutentive non sono supportate da un sistema informatico adeguato e la programmazione delle attività è frutto di numerosi inserimenti manuali con il conseguente rischio di errori. Carta e penna, altro che pc e smartphone” commenta il giornale.

Hotel a 5 stelle a San Pietro

“Bill Gates fa un hotel a 5 stelle a San Pietro. Ricorsi dei concorrenti contro il Vaticano – scrive il Corriere – Il Papa non sarebbe contento: la Chiesa di Francesco rifugge lo sfarzo ed è vicina ai poveri e quell’albergo extralusso con Spa, palestra e cuochi stellati per un’operazione da oltre 50 milioni di euro sarebbe fuori linea. Palazzo della Rovere in via della Conciliazione per alcuni secoli è stata sede dei Gesuiti e poi passato all’ordine equestre del Santo Sepolcro, già ospitava un hotel chiuso nel 2018. Ma soprattutto “i timori e i dissensi” citati dal Corriere non sono attribuiti a nessuno se non al fatto che chi ha perso la gara di assegnazione ha fatto ricorso come spesso accade e perchè compaiono nome e foto di Bill Gates? Perché è proprietario del 75 per cento della catena dei Four Seasons che si è aggiudicata la gestione dello spazio, null’altro ad oggi.

Arriva l’università in via Libetta

Negli anni 80 e 90 via Libetta piccola strada nascosta al quartiere Ostiense diventò la mecca dei locali notturni e delle discoteche alternative ora punta a diventare un polo universitario. Leggiamo sul Corriere che “arriva Rufa, sigla che sta per Rome University of Fine Arts, polo formativo e campus che accoglierà ambienti per la didattica, laboratori, spazi dedicati a numerosi eventi rivolti al territorio, mostre e performance curate dagli studenti in 10 mila metri quadrati di spazi creativi”.
 

 

 

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