Nei giorni scorsi Roma e la sua provincia sono state investite da una raffica di incendi che ha acceso più di un fronte contemporaneamente, riportando alla ribalta un problema che si ripresenta puntuale ogni estate: la vulnerabilità delle grandi arterie cittadine di fronte al fuoco.
L’episodio più eclatante è avvenuto sul Grande raccordo anulare, dove le fiamme si sono avvicinate pericolosamente alla carreggiata, tanto da spingere diversi automobilisti a invertire la marcia — anche contromano — pur di allontanarsi dal fumo e dal calore. Il tratto tra Appia e Aurelia è rimasto bloccato a lungo, come segnalato da Luceverde, mentre un secondo incendio si sviluppava sulla A24, nel tratto tra via Togliatti e il raccordo stesso. A complicare il quadro della mobilità romana, anche una frana lungo la diramazione Roma Sud dell’A1, all’altezza dello svincolo di San Cesareo.
Sul caso è intervenuto Massimiliano Metalli, responsabile dei rapporti con i vigili del fuoco per Fratelli d’Italia Roma, che ha parlato di una situazione “gravissima” e ha aperto esplicitamente all’ipotesi dolosa dietro molti di questi roghi. Per l’esponente meloniano non si tratta solo di un problema di ordine pubblico, ma di una questione strutturale: la mancata manutenzione delle aree verdi — siano esse pubbliche o private — sarebbe tra le cause che favoriscono l’innesco e la rapida propagazione delle fiamme.
Da qui la richiesta di un cambio di passo nelle politiche di prevenzione: più controlli sul territorio, un piano straordinario dedicato, sistemi di videosorveglianza nelle zone a maggior rischio incendio e un presidio più capillare durante i mesi estivi. Metalli chiede inoltre che, laddove emergano irregolarità nella manutenzione o veri e propri reati, si proceda senza esitazioni alla trasmissione della notizia di reato alla magistratura, per accertare le responsabilità di enti pubblici e privati inadempienti. Un appello che arriva mentre la stagione degli incendi, per Roma, è appena all’inizio.