Roma: ‘Ti sparo in gola’, chiesto processo per stalker

Ventenne ha preso di mira la sua ex con vessazioni continue

Una storia d’amore durata quattro anni ma terminata, poi, bruscamente. Una fine mai accettata da un 23 enne romano che per questo ha, per mesi, preso di mira la sua ex fino ad arrivare a minacce esplicite di morte. Una storia di stalking che finirà all’attenzione del gup della Capitale dopo che i pm hanno chiesto il rinvio a giudizio dell’uomo.

Vessazioni durate settimane e fatte di telefonate continue: una escalation iniziata nel maggio del 2020. Vittima delle attenzioni ossessive dell’indagato una ragazza del quartiere Labaro, periferia nord di Roma. “La nostra storia è finita, non voglio avere nessun tipo di rapporto con te”, le parole con cui la ragazza, a più riprese, ha cercato di allontanare il suo oramai ex fidanzato. Una volontà, però, non assecondata dal 23enne, che ha cominciato a contattare gli amici della ragazza per informarsi dei suoi spostamenti.

“Voglio incontrarla”, scriveva alle amiche minacciando di “spaccare tutto se non avesse trovato la ragazza sotto casa”, scrive il gip nel capo di imputazione. L’uomo è poi passato alle vie di fatto e per la giovane è iniziato un vero e proprio inferno quotidiano. Utilizzando i social network, il ventenne ha cominciato ad inviarle decine di messaggi “costringendola a bloccarne il contatto sull’applicazione whatsapp ed anche instagram”, è detto nel capo di imputazione. Dai messaggi, sempre più minacciosi, l’ex ha iniziato a tempestare di telefonate la ragazza. “La chiamava insistentemente sulla sua utenza cellulare – aggiunge il giudice per indagini preliminari – sino a a costringere la ragazza a rispondere”. Brevi colloqui in cui l’uomo annunciava le sue intenzioni. ” Sei una stro…, ora vengo sotto casa tua e faccio un macello”. Il 20 giugno di due anni fa, dopo avere contattato ancora una volta la giovane per “convincerla a tornare con lui”, all’ennesimo rifiuto l’ha minaccia di morte.

“Ti punto la pistola in gola e ti sparo – le scrive -. Ora vengo dove abiti e giuro ti traumatizzo, a te non ti tocco ma uccido i tuoi genitori… comincia a correre”. Un clima di terrore che ha portato la vittima a presenta una denuncia alle forze dell’ordine. Per lui è scattata l’accusa di stalking aggravato per avere determinato “nella vittima un perdurante e grave stato di ansia nonché un fondato timore per la propria incolumità”. Commentando la richiesta di giudizio avanzata dalla Procura, il difensore, l’avvocato Cristiano Brunelli, afferma che “il dibattimento farà chiarezza. Dopo quattro anni di relazione senza problemi è inverosimile credere che la parte offesa possa temere per la propria incolumità”.

(Ansa- di Marco Maffettone)

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