Roma-Viterbo, i pendolari scrivono alle istituzioni: la mobilità di Roma nord è morta

Il comitato pendolari a Radiocolonna dopo il caos delle navette sostitutive: siamo ai titoli di coda

Non è passata inosservata la giornata di passione che ha visto tanti utenti della Roma-Viterbo attendere una navetta che non sarebbe mai arrivata.

Ma il problema dei bus sostitutivi – raccontato l’altro giorno da Radiocolonna – è solo una delle questioni che sta mandando su tutte le furie i tanti utenti che quotidianamente popolano la linea laziale.

Così il Comitato Pendolari Ferrovia Roma Nord, per l’ennesima volta ha preso la penna in mano e ha scritto a tutti coloro che – in qualche modo – possano aiutare la linea a ritrovare una normalità: Governo, Corte dei conti, Regione Lazio, Atac, sindaci tutti, associazioni dei consumatori.

“La tanto decantata intermodalità e sostenibilità ha fatto una brutta fine – racconta a Radiocolonna Fabrizio Bonanni del comitato – tolti i treni, tolti i bus sostitutivi, le persone sono costrette a prendere l’auto con il risultato di intasare Flaminia, Cassia e Tiberina.”

La situazione appare critica non solo nella parte extraurbana da Catalano a Viterbo, ma anche in quella urbana da Montebello a Flaminio dove si registrano problemi e soppressioni di treni.

“Ci stiamo sorprendendo che nessun sindaco nonostante direttamente interpellato prenda posizione – continua – la mobilità a Roma nord è morta, la prossima settimana dovremmo avere un incontro in Regione ma vista la situazione abbiamo sentore che possa saltare”.

Il comitato sottolinea, spesso, come Atac riceva dalla Regione Lazio molti milioni di euro – 80 – per una gestione che giudicano insufficiente e come il concordato in atto di Atac rischi di far andare oltre il 2019 quella gara per l’affidamento del servizio che da molti è considerata l’unica speranza di rilanciare la Roma-Viterbo.

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