In coma dopo essere precipitato dalla finestra di casa nel corso di quella che i parenti definiscono “una perquisizione delle forze dell’ordine” avvenuta in un appartamento del quartiere Primavalle. E’ quanto ha denunciato oggi la famiglia di un 36enne, H. O., sordomuto, nel corso di una conferenza stampa alla Camera dei Deputati alla presenza di Fatima Sejdovic, la madre della vittima, del deputato Riccardo Magi, di Carlo Stasolla, portavoce di Associazione 21 luglio e degli avvocati della famiglia. Sulla vicenda, avvenuta a Roma, Magi ha presentato un’interrogazione parlamentare. Magi ha chiesto alla ministra se sia “a conoscenza della vicenda e se, al di la’ dei profili di competenza dell’autorita’ giudiziaria, non ritenga di avviare con la massima urgenza un’indagine interna per fare luce sugli obiettivi e le modalita’ dell’intervento della polizia di stato e su eventuali violazioni anche disciplinari poste in essere, se vi sia un rapporto di servizio sull’intervento e quale sia il contenuto dello stesso”.
La Procura di Roma ha intanto aperto un fascicolo per tentato omicidio, secondo quanto riferisce il difensore. Secondo quanto raccontato dalla sorella minore dell’uomo, anche lei affetta da disabilita’, gli agenti sarebbero entrati nell’appartamento e avrebbero chiesto i documenti anche a O. “Ho sentito suonare e ho aperto la porta – ha raccontato la sorella nell’esposto presentato in Procura – una donna con degli uomini vestiti normalmente sono entrati in casa. La donna ha chiuso la serranda della finestra del salone. Hanno chiesto i documenti di mio fratello”. Stando a quanto riferisce la ragazza e riportato nella denuncia il fratello si sarebbe spaventato e si sarebbe chiuso nella sua stanza. A quel punto gli agenti avrebbero forzato la porta. “Lo hanno picchiato con il bastone, e’ caduto e hanno iniziato a dargli i calci…e’ scappato in camera e si e’ chiuso…loro hanno rotto la porta…loro gli hanno dato pugni e calci…lo hanno preso dai piedi e lo hanno buttato giu'”, riferisce la sorella.