Sgomberati stamattina circa 30 rifugiati sudanesi accampati da circa 3 mesi in via Scorticabove a San Basilio, alla periferia di Roma dopo che in luglio era avvenuto lo sgombero di un palazzo lungo la stessa strada. Sul posto polizia locale, polizia, sala operativa sociale del Comune e Ama.
Secondo quanto si è appreso, tra i presenti non c’erano minori e solo una persona ha accettato l’assistenza alloggiativa. Rimosse tende e rifiuti.
“#Scorticabove i #sudanesi denunciano l’assurdita’ di un tavolo aperto con l’assessora alle politiche sociali @baldassarrelaur per un progetto socio-abitativo che la comunita’ vuole portare avanti e lo sgombero del presidio: ‘Da stasera ci troverete a dormire alla stazione Termini'”. Così in un tweet i Blocchi precari metropolitani.
“Continua la stagione degli sgomberi senza alternative. Oggi è la volta delle tende piantate a via Scorticabove da famiglie già cacciate dallo stabile limitrofo nel luglio scorso. Come allora, anche oggi, le istituzioni tutte, amministrazioni statali, regionali e comunali non sono in grado di offrire soluzioni alternative praticabili. Si continuano a affrontare drammatici problemi sociali come problemi di ordine pubblico. Si vuole dare il messaggio di ripristino di decoro e legalità. In realtà, si spostano i problemi in altre strade della città, più in periferia possibile, e si aggravano le condizioni sociali e di sicurezza dei diretti interessati e di tutti. La sindaca Raggi non può continuare a fare la spettatrice e ‘coprirsi’ sul piano politico con l’invio della Sala Operativa Sociale del Comune. Deve aprire un’offensiva politica con il ‘suo’ Governo M5s-Lega e con la giunta Zingaretti per reperire le risorse per un Programma pluriennale di edilizia residenziale pubblica. Basta sgomberi senza alternative. Legalità e giustizia sociale devono stare insieme”. Così in una nota Stefano Fassina consigliere di Sinistra per Roma.