Scuola, a Roma 1 minore su 3 a rischio abbandono

Inchiesta di Sant'Egidio sugli alunni delle elementari e delle medie, il dato peggiora al Sud

Studenti romani

Circa 1 minore su 3 è considerato a rischio di dispersione scolastica per il numero eccessivo di assenze ingiustificate (più di 3 al mese) o perché non frequenta la scuola dall’inizio dell’anno scolastico. In caso di interruzione della didattica per dei periodi di quarantena nella regione o nel singolo istituto scolastico, 1 bambino su 2 avrebbe difficoltà a seguire le lezioni con la didattica a distanza. Anche tra i minori che frequentano regolarmente, le ore di scuola effettive sono molto ridotte. Si pensi che una scuola su 8 ha osservato un orario ridotto fino al mese di dicembre”. È quanto emerge da una inchiesta condotta su un campione di 1.078 minori tra coloro che frequentano i centri pomeridiani della Comunità di Sant’Egidio solo a Roma.

Obiettivo della ricerca stimare la dispersione scolastica in Italia causata dalla pandemia di Covid-19 e più in generale ha riguardato un campione di 2.800 minori che frequentano i centri pomeridiani della Comunità in 12 regioni italiane.

Altro dato allarmante ad emergere è quello per cui “il rischio di dispersione è 3 volte più alto nelle regioni del Centro-Sud rispetto al Nord della penisola”. I minori che frequentano i centri pomeridiani gestiti dalla Comunità, conosciuti come “Scuole della Pace”, appartengono a 533 scuole elementari o medie.

La proposta: il ‘navigator’ contro la dispersione

“Vogliamo evitare che il bambino sia un cittadino dimenticato – ha detto il presidente della Comunità, Marco Impagliazzo, presentando il rapporto – perché per investire nel futuro vanno messi al centro i bambini prevedendo secondo noi una task force della famiglia per trasformare il Covid in opportunità”.

Ecco dunque i dieci punti “per una scuola realmente inclusiva”. Recupero effettivo delle ore perse per l’emergenza, con l’ipotesi di farlo d’estate; prolungamento della scuola fino a fine giugno o metà luglio, perché, spiega Impagliazzo, “la pausa estiva è troppo lunga”; anticipare l’inizio del prossimo anno scolastico al 1 settembre; stabilizzare l’iscrizione dei bambini sul sito del ministero anche oltre scadenza del 25 gennaio perché “tantissime famiglie che hanno problemi per capire come funziona l’iscrizione poi si rivolgono direttamente alla scuola del quartiere o di zona e spesso è accaduto che le scuole dicessero no ai ritardatari”.

E ancora, al quinto punto, Sant’Egidio propone: recuperi estivi per tutte le carenze censite; miglioramento delle azioni di recupero dell’abbandono scolastico nella scuoladell’obbligo con la formazione degli insegnanti per il recupero di ogni studente disperso; al settimo punto una “proposta concreta”: “Come sono stati introdotti i navigator per il mondo del lavoro vorremmo venisse introdotta la figura dello ‘school facilitator’ per aiutare famiglie perché nessun bambino si perda o rimanga indietro”. All’ottavo punto si chiedono risorse a favore della scuola dell’infanzia; al nono, “introdurre l’obbligatorietà della scuola materna dai 3 ai 6 anni come avvenuto in Francia per cominciare a evitare la dispersione fin dall’inizio”. Decimo, utilizzare le scuole per diffondere una vasta campagna sulla prevenzione del Covid-19, per sensibilizzare i ragazzi ed evitare il contagio.

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