Scuola: occupazioni lampo a Roma, da settembre proteste in otto istituti

resistono in quattro

L'occupazione del liceo classico Torquato Tasso di Roma.

Da settembre a Roma sono stati occupati otto istituti scolastici. Tre solamente tra ieri e oggi. Il 10 ottobre scorso il liceo artistico Argan aveva dato ufficialmente il via all’autunno caldo di proteste nelle scuole della Capitale. A ruota lo avevano seguito il liceo artistico Enzo Rossi, in zona Collatino e il liceo classico Pilo Albertelli, vicino piazza dell’Esquilino. Da ieri sera, poi, hanno dato il via all’occupazione dei propri istituti anche il classico Torquato Tasso, lo scientifico Maria Montessori – entrambi al centro, uno in via Sicilia in zona Barberini e l’altro in via Livenza nelle vicinanze di Villa Borghese – e il ginnasio del classico Terenzio Mamiani a Prati. Anche per gli studenti delle periferie di Roma la stagione delle manifestazioni studentesche è iniziata: dopo l’occupazione dell’istituto nautico Marcantonio Colonna di Anzio, questa mattina si è aggiunta la protesta del tecnico Leonardo Pisano di Guidonia.

“L’obiettivo è restare fino a lunedì prossimo, una settimana precisa”, ha raccontato Edoardo, studente del Tasso che da ieri sera occupa l’istituto insieme ad altri 150 ragazzi che questa notte hanno dormito al secondo piano del liceo. “Allo stesso tempo però, vogliamo lasciare la scuola completamente intatta con la pulizia totale dell’istituto, alla fine – ha aggiunto -. Deve essere un momento di protesta politica per far crescere coscienza e responsabilità nei confronti di una società che non tiene conto di noi”.

Barricati con scrivanie accatastate davanti al portone d’ingresso, al Tasso i ragazzi da ieri sera si muovo liberamente tra il primo che il secondo piano della scuola. Al piano superiore si dorme, mentre il primo è dedicato a un fitto programma di corsi e lezioni autogestite. Tra gli interventi degli ospiti invitati ad alimentare il dibattito politico nella scuola oggi è stato il turno del giornalista Enrico Mentana che ha riunito nell’aula adiacente al cortile centinaia di studenti. “Ricordo le assemblee di 50 anni fa, quando arrivava qualcuno che si era fatto strada nella vita e c’erano tante cose da chiedergli”, ha spiegato Mentana. E quel qualcuno “si trovava di fronte a giovani a cui non sapeva bene cosa dire – ha proseguito -. Io, invece, ho tanto bisogno di sapere cosa vi preme di più sapere, potrei farvi la solita pappardella sulla destra al governo sulla sinistra che si sta spappolando, ma vi serve? Io sono a vostra disposizione”. Nell’androne della scuola la lavagna sistemata con il programma delle lezioni della settimana, vicino i turni per la pulizia. “Il preside si è opposto a parlare con noi e ha negato il consiglio di istituto programmato per oggi”, ha aggiunto Giovanni, altro studente del Tasso. “Abbiamo già avuto un colloquio con la polizia e oggi alle 15 tramite loro avremo contatto indiretto con il preside”. In due mesi di occupazioni lampo, se dovesse durare una settimana, quella del liceo Tasso sarebbe la più duratura da inizio anno scolastico.

Lenzuoli con scritte di protesta sono stati appesi a settembre anche all’ingresso del liceo scientifico Camillo Cavour – al centro delle cronache per il presunto caso di discriminazione da parte di un professore ai danni di uno studente trans -, e ai licei Giordano Bruno e Plauto di Roma. Infine, anche gli studenti universitari hanno preso parte al clima caldo della Capitale. Dopo gli scontri tra le forze armate e alcuni manifestanti avvenuti all’università La Sapienza nella mattinata del 25 settembre scorso, pochi giorni dopo anche le stesse aule della facoltà di scienze politiche sono state occupate per alcune ore da studenti in protesta. Tra le richieste che da inizio anno scolastico si sono levate dalle scuole della Capitale ci sono: “Stop alle classi pollaio con troppe iscrizioni e che non permettono la buona qualità delle lezioni, stop alla didattica sterile e frontale, e interventi contro la scarsa sicurezza nei locali scolastici e nei luoghi dell’alternanza scuola-lavoro”.

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