Scuola: studenti in piazza a Roma per nodo trasporti

Domani 9 febbraio. "E' inaccettabile dover continuare a scegliere fra diritto alla salute e diritto allo studio"

Il corteo degli studenti

Domani pomeriggio, dalle 16.30, gli studenti e le studentesse della Rete degli Studenti medi di Roma si sono dati appuntamento al Campidoglio per contestare “ancora una volta la mancanza di provvedimenti strutturali e concreti rispetto alla mobilita’ pubblica nella Capitale”. Il 18 gennaio, si legge in una nota, le scuole di tutto il Lazio hanno ripreso la didattica in presenza al 50% e la Rete degli studenti Medi ha lanciato un monitoraggio su scala regionale per verificare quali fossero le problematiche maggiori rispetto alla riapertura delle scuole. Solo a Roma sono state registrate piu’ di 10mila risposte, che evidenziano come, ancora una volta, il problema della mobilita’ pubblica sia particolarmente sentito.

Il problema dell’inefficacia della mobilita’ pubblica, denunciano gli studenti, e’ trasversale in tutta la citta’, ma colpisce in particolare le decine di migliaia di studenti e studentesse che ogni giorno attraversano la Capitale per arrivare al proprio istituto, spostandosi da zone piu’ periferiche a quadranti piu’ centrali, dalla provincia alla citta’. Per poter tornare a Scuola in sicurezza c’e’ bisogno di un intervento sostanziale che intensifichi le linee nell’ora di entrata e di uscita dalle scuole. Gli investimenti e il potenziamento delle tratte sono stati insufficienti e scarsamente comunicati agli istituti scolastici. Gli studenti e le studentesse hanno evidenziato a piu’ riprese le criticita’ piu’ urgenti delle linee metropolitane e dei mezzi di trasporto pubblici in generale, ma Atac – sottolineano – non li ha coinvolti in alcun tavolo di confronto.

“E’ inaccettabile dover continuare a scegliere fra diritto alla salute e diritto allo studio – affermano i rappresentanti della Rete degli studenti Medi di Roma – chiediamo di essere ascoltati e di ottenere il prima possibile un tavolo di confronto con l’Atac. Gli studenti hanno bisogno di certezze e di seri investimenti per poter studiare in sicurezza”.

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