Sequestro persona e tentata estorsione, arrestato 35enne ad Aprilia

Con aggravante del metodo mafioso

Sequestro di persona a scopo di estorsione, nonche’ tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Per questo lo scorso 28 luglio, personale della squadra mobile di Roma ha eseguito un’ordinanza con la quale il Giudice delle indagini preliminari presso il Tribunale di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, ha applicato la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 35 anni. L’indagato e’ gravemente indiziato di essere l’autore di un sequestro di persona a scopo di estorsione, nonche’ di una tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. I fatti risalgono al primo pomeriggio del 9 maggio 2022, quando al Centro operativo telecomunicazioni della Questura di Roma e’ giunta la segnalazione di un sequestro di persona che si stava svolgendo in localita’ Aprilia, in provincia di Latina.

Nello specifico, secondo quanto ricostruito, la responsabile di una societa’ romana ha segnalato che un suo collaboratore era stato sequestrato dal titolare di una ditta individuale operante nel settore dei lavori edili, al quale erano stati affidati i lavori di ristrutturazione di un immobile ubicato ad Anzio e di alcuni locali siti della Capitale. La motivazione del gesto era da ricondurre a un credito vantato dal 35enne nei confronti della societa’ per cui aveva effettuato i lavori. Dalla preliminare attivita’ investigativa esperita nell’immediatezza dalla squadra mobile di Roma, con l’ausilio di quella di Latina, e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, e’ emerso che la vittima era stata costretta ad entrare nella autovettura dell’indagato ed era stata privata della liberta’ per circa 5 ore, durante le quali e’ stata minacciata e picchiata. Inoltre, al fine di sollecitare il pagamento, il 35enne aveva inviato ai vertici aziendali della societa’ capitolina fotografie e video ritraenti la vittima con il volto tumefatto.

La ricostruzione di quanto accaduto e’ stata pienamente confermata dai successivi approfondimenti investigativi, dai quali e’ inoltre emerso che la vittima, mentre era in ostaggio, era stata obbligata a consegnare la somma di denaro contante che aveva con se’ e per ottenere la sua liberazione aveva dovuto effettuare due prelievi al bancomat. Soltanto dopo aver ottenuto il pagamento, l’indagato ha riaccompagnato la persona offesa alla sua autovettura. Al 35enne, inoltre, viene contestato di aver tentato di estorcere una somma di denaro al responsabile commerciale della societa’ per la quale aveva effettuato lavori edili. Le indagini, infatti, hanno consentito di appurare che l’uomo, ha inviato tramite WhatsApp messaggi dal contenuto intimidatorio in cui evocava la propria contiguita’ alla criminalita’ organizzata campana, prospettando, in caso di mancato pagamento, l’intervento di persone riconducibili a un gruppo criminale mafioso.

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