17 Giugno 2021
Il meteo a Roma

Shoah, chi sono gli 11 ultimi sopravvissuti in Italia

Da Modiano a Segre, a Donato Di Veroli, ultimo in vita degli ebrei romani deportati

(di Alessandra Magliaro per Ansa)

Farsi memoria, avere come missione di vita quella della testimonianza, essere lì con i segni sul braccio e gli squarci dentro, e parlare, e raccontare, e riprovare il dolore altre 100 indicibili volte, dire a chi si ha davanti ‘ecco cosa è stato il più folle dei progetti’, lo sterminio di una ‘razza’ e quello di chi era diverso – gli omosessuali, i disabili, i rom – e di chi non la pensava come il dittatore – gli oppositori politici. Araldo della memoria, come lo chiama la senatrice Liliana Segre, è uno straziante ‘mestiere’: si è costretti pubblicamente a ricordare, a non dimenticare.

La scomparsa della memoria diretta 

“Sono vivo affinchè possa testimoniare, ecco perchè sono uscito dal campo, c’era un disegno più grande per me, e andrò avanti a ricordare fin che vivrò”, ha detto Sami Modiano, 90 anni, in una intervista a Monica Maggioni su Rai1, commuovendosi ad ogni frase. E – nel ventesimo anniversario dell’istituzione del Giorno della Memoria il 27 gennaio, a ricordo di quando 76 anni fa fu liberato il simbolo di tutto questo, il campo nazista di sterminio ad Auschwitz – dobbiamo dire loro grazie, grazie dello sforzo immane di ricordare. Stiamo vivendo un’agonia della memoria diretta e forse per questo si è fatta più concitata, più consapevole che questi ultimi sono davvero gli ultimi, nomi che dovremmo sapere tutti a memoria, persone che si rivolgono soprattutto alle giovani generazioni che si chiedono come è potuto accadere e come è stato possibile il silenzio di chi ha continuato a vivere, seppure con le sofferenze della guerra. Poi resteranno i libri, centinaia ormai in Italia e nel mondo, i diari, i film, i documentari, le fondazioni custodi di memoria – dal Museo della Shoah a Roma, al Memoriale delle vittime della persecuzione antiebraica 1943-45 con l’indicazione e le biografie dei Nomi della Shoah diretto da Liliana Picciotto, dall’Associazione Figli della Shoah con sede a Milano e presieduta da Liliana Segre, alla fondazione di Steven Spielberg UscShoah, fino a alle pietre d’inciampo (le Stolpersteine di Gunter Demnig) per le strade d’Europa e al profilo twitter di Auschwitz Memorial. Quest’ultimo ogni giorno racconta in breve le storie di 1.1 milioni di internati lì dentro, postando le loro immagini e spiegando: quando è arrivata la persona, da dove, che viaggio ha fatto per arrivare nel campo di sterminio e come è morta. Secondo l’analisi dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane e dello scrittore e storico Marcello Pezzetti, che cura il museo di Roma, i sopravvissuti in Italia sono ormai una decina, 11 ad oggi.

Da Sami Modiano a Donato Di Veroli, ultimo in vita degli ebrei romani deportati 

Sono Sami Modiano, 90 anni (da Rodi a Birkenau all’età di 13 anni. La sua storia è nel libro di Walter Veltroni, Tana libera tutti), Edith Bruck, 88 anni (scrittrice, regista, deportata a 13 anni prima ad Auschwitz e poi in altri campi di sterminio: Dachau, Christianstadt, infine Bergen Belsen), Liliana Segre, 90 anni (senatrice a vita, numero di matricola 75190, dei 776 bambini italiani di età inferiore ai 14 anni che furono deportati ad Auschwitz, fu tra i 25 sopravvissuti di allora), Virginia Gattegno, 97 anni (matricola A 24324, ultima testimone veneziana), le sorelle di Fiume Andra e Tatiana Bucci, rispettivamente 81 e 83 anni, testimone dell’orrore più assurdo, quello degli esperimenti di Mengele, Arianna Szörényi, anche lei di Fiume (numero di matricola 89219, portata ad Auschwitz e poi a Bergen Belsen dalla Risiera di San Sabba ad appena 11 come racconterà nel libro Una bambina ad Auschwitz, Mursia), Diamantina Vivante Salonicchio, 82 anni (nata a Trieste nel 1928, sopravvissuta a Ravensbrück, Rosa Hanan, 100 anni (nata a Rodi nel 1920, sopravvissuta ad Auschwitz), Donato Di Veroli, 86 anni (matricola ad Auschwitz con il tatuaggio numero A-5372, è l’ultimo in vita degli ebrei romani deportati, dopo la morte di Pietro Terracina), Goti Bauer, 86 anni (nome di nascita Agata Herskovitz , nata in Cecoslovacchia, detenuta a Fossoli, poi deportata ad Auschwitz-Birkenau. Matricola A-5372, è da oltre 20 anni infaticabile testimone della Shoah con gli studenti di Milano dove risiede). Recentemente sono scomparsi Nedo Fiano (il 19 dicembre 2020, deportato a 14 anni ad Auschwitz, è stato consulente di Roberto Benigni per La vita è bella, il figlio Emanuele ha scritto Il profumo di mio padre, uscito in questi giorni per Piemme), Joseph Varon (morto il 3 marzo 2020), Franco Schoneit (il ‘ragazzo’ di Buchenvwald, morto nel 2020) Piero Terracina (scomparso l’8 dicembre 2019), Alberto Sed (morto il 3 novembre 2019).

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