Siccità lago Bracciano: in 8 a processo, c’è anche anche dg Ama Bossola

La prima udienza del processo è prevista per il 4 maggio 2023

Il direttore generale di Ama Andrea Bossola

Ci sara’ un processo per le captazioni d’acqua da parte di Acea dal bacino del lago di Bracciano nel 2017. Lo ha deciso il gup di Civitavecchia Giuseppe Coniglio che ha rinviato a giudizio i componenti dell’allora cda della societa’ Acea Ato 2, tra cui anche Andrea Bossola (dg di Ama dallo scorso aprile), prosciogliendo, perche’ il fatto non sussiste, sette proprietari di terreni limitrofi.

Il processo sara’ celebrato a partire dal 4 maggio 2023, oltre che per Bossola, ex componente del cda, anche per l’allora presidente Paolo Saccani Tolmino, e per i consiglieri Giuseppe Baisi, Emanuela Cartoni, Annaclaudia Bonifazi, Stefania Stera, Carmelo Intrisano e Marco Rapo, insieme alla societa’ Acea Ato 2. L’accusa e’ quella di disastro ambientale aggravato per aver “effettuato prelievi idrici in violazione di quanto previsto” da una concessione ministeriale, “in particolare continuando a captare l’acqua del lago sotto il livello di 161,90 msm e non assicurando il mantenimento delle escursioni del livello del lago nell’ambito di quelle naturali cagionavano abusivamente l’alterazione irreversibile dell’ecosistema del lago di Bracciano, area naturale protetta”.

“La decisione del giudice – sottolinea il Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale Bracciano Martignano, indicato nel procedimento come parte lesa e rappresentato dagli avvocati Francesco Falconi. Simone Calvigioni, Mario Lepidi e Marco Marianello – da’ soddisfazione alle nostre istanze e costituisce un passo importante in vista dell’accertamento delle responsabilita’ di quanto accadde nel 2017 con i prelievi spregiudicati da parte di Acea Ato 2 in spregio alla tutela di una risorsa ambientale come il lago di Bracciano”. “Continueremo – sottolinea ancora il Comitato – a far valere le nostre istanze in ogni ambito a tutela di un lago che costituisce il tesoro identitario di un territorio non a caso al centro di un Parco Regionale e tutelato a livello europeo. Non permetteremo alcuna ripresa delle captazioni finche’ il livello del lago non ritorni quello naturale.

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