Siccità a Roma. Per ora niente acqua razionata, ma a luglio?

Tevere in secca, agricoltura in crisi, laghi e fiumi sotto il livello di guardia. Acea Ato 2 ha ridotto le perdite di acqua ma deve piovere

 Il Tevere in secca sta mettendo in crisi tutta l’agricoltura del Lazio. E a Roma, intanto cresce l’attenzione di Acea Ato2, per evitare che a luglio si sia costretti ad arrivare a un razionamento dell’acqua, anche se al momento appare un’ipotesi remota. Acea comunque  collabora con le “istituzioni competenti nel monitoraggio in tempo reale della situazione”. La siccità fa paura.

A Roma carenza grave di pioggia

Dall’inizio dell’anno, a Roma e nel Lazio ci sono state un terzo delle precipitazione rispetto al 2006. A rischio sono tutte le coltivazioni che hanno a che fare con i cereali, ma ci fanno sapere dalle organizzazioni agricole, anche la vendemmia, perché se nom pioverà entro luglio, le piante rischiano di andare in sofferenza e dunque di perdere una parte della produzione. Anche gli allevamenti sono in crisi, perché la produzione di foraggio negli ultimi sei mesi è calata del 30%.

Da Acea attenzione alla situazione di Roma 

Per Roma, al momento non sembrano esserci problemi, ma la stessa Acea afferma che la situazione è sotto attenzione. Al momento sembra scongiurato il pericolo di un razionamento dell’acqua, come la Capitale rischiò nel 2017. Ad oggi le perdite dell’acquedotto sono scese al 28% dal 43% del 2017, ma su questo fronte c’è ancora molto da fare se bisogna utilizzare tutte le risorse idriche. Questo comunque ha permesso di ridurre a Roma i volumi d’acqua immessi nella rete di distribuzione da 17 a 14 mc al secondo con un notevole risparmio della risorsa idrica, mantenendo inalterata la qualità del servizio.

Il lago di Bracciano in crisi 

Al momento non è possibile prelevare acqua dal lago di Bracciano. Il livello di guardia è stato già raggiunto in inverno, dunque quell’ecosistema è già in pericolo, per cui il lago non può fungere da bacino per la Capitale in caso di emergenza così come avveniva prima del 2017. Bracciano ha un livello inferiore di 25 centimetri all’anno scorso. La siccità in questa zona è ormai un fatto endemico

Anche la provincia di Rieti ha sete

Il fatto è che i fiumi sono in secco, e anche nella provincia di Rieti, da dove origina l’acquedotto del Peschiera, la siccità si è fatta sentire. Nella zona, le piogge sono più che dimezzate nei primi cinque mesi dell’anno in corso rispetto alla media degli ultimi dieci anni, prendendo a riferimento sempre lo stesso periodo.

Il Tevere è in secca per la siccità 

Il Tevere comunque è il grande malato. “Noi l’allarme” siccita’ “lo abbiamo lanciato tre/quattro mesi fa, non e’ un’allarme di oggi – dice Erasmo D’Angelis segretario generale de l’Autorita’ di bacino del Tevere – Abbiamo evidenziato l’arrivo di ondate di calore che non vedevamo da tantissimo tempo. Non possiamo piu’ inseguire le emergenze. L’ acqua deve essere al centro dell’attenzione pubblica e degli investimenti, deve rientrare nei bilanci dello Stato”

Aniene e lago di Nemi sotto i livelli di guardia 

L’andamento deficitario del corso d’acqua tiberino riguarda pure gli altri fiumi. Grave è la situazione dell’Aniene, ridotto ad una portata di circa 3.000 litri al secondo contro una media di oltre l/s 8.000; crolla anche la portata del Sacco, così come in calo sono i livelli dei laghi romani (Nemi scende a cm. 47 contro m.1,66 del Giugno 2021, e situazione simile per quello di CastelGandolfo).

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