Sindaco Roma: dall’assise M5S nessun segnale

Nel centrodestra Bertolaso continua a non piacere alla Meloni

Il Papa arriva in Campidoglio
Campidoglio

C’era molta attesa per gli Stati Generali del M5S non solo per capire i futuri intendimenti del Movimento in ottica governativa, ma anche per avere una qualche idea sulle mosse pentastellate per le prossime elezioni comunali a Roma ed in altri importanti capoluoghi, in programma per la tarda primavera del 2021, sempre che il Covid non porti a considerare uno slittamentodell’appuntamento elettorale. C’era molta attesa, ma purtroppo dall’assise dei cinquestelle non è venuto nessun segnale significativo.

Certo, da più di qualche maggiorente grillino è stata espressa la convinzione della necessità di stringere alleanze con il Pd nelle elezioni amministrative, così come è stato ribadito il vincolo del doppio mandato, ma è stato altresì ribadito che questo vincolo non si applica a livello di amministratori locali, il che dovrebbe significare via libera a Virginia Raggi per una nuova consiliatura, possibilmente da sindaca, ma sono tutte enunciazioni che dovranno trovare poi pratica applicazione.

In particolare, un’alleanza con il Pd nella corsa per il Campidoglio cozza con la candidatura dellaRaggi per un nuovo mandato con la fascia tricolore al Campidoglio, visto l’ostracismo del partito di Nicola Zingaretti verso la sindaca pentastellata. Bisognerà quindi aspettare ancora un po’ di tempo per capire se l’esperienza di governo giallorosso possa trasferirsi anche sui sette colli romani.

E così Carlo Calenda aspetta (ma la sua pazienza non durerà a lungo) una decisione del Pd sulla sua persona. Difficilmente però l’ex ministro ed attualmente europarlamentare si ritirerà dalla corsa a sindaco se non otterrà l’appoggio del partito democratico.

Al momento, quindi, tutto fermo sulloschieramento che forma l’attuale maggioranza di governo, ma, come recita un vecchio proverbio, “se Atene piange, Sparta non ride”. Infatti anche nel centrodestra non c’è ancora un candidato sindaco. Lega e Forza Italia, a quanto pare, anche con un pensiero rivolto all’emergenza coronavirus, guarderebbero con fiducia ad un nome come quello di Guido Bertolaso, che è stato a capo della Protezione Civile e che ha dato una forte mano prima dell’estate alla Regione Lombardia per creare le strutture sanitarie anti-Covid, quanto mai necessarie oggi. Bertolaso, poi, è anche romano, essendo nato nella Capitale nel 1950.

La candidatura però, al momento, non sembra particolarmente gradita a Giorgia Meloni, alla quale spetta l’ultima parola sulle scelta. La leader di FdI preferirebbe un profilo più politico e quindi, una donna od un uomo, del suo partito. Tra i nomi più gettonati quelli di Lavinia Mennuni, in Consiglio comunale dal 2008 (allora con Fi), e Fabio Rampelli, attualmente vicepresidente della Camera. Siamo comunque ancora in alto mare, ma quello che è certo che il centrodestra, così come il Pd, non possono continuare a rinviare le proprie scelte. Una decisione presa troppo tardi potrebbe azzoppare il candidato prescelto.

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