Sosta smart a Roma: sensori attivi in sei quartieri, la sperimentazione allarga la rete

Sul territorio sono già stati installati quasi duemila sensori, un quinto circa del totale previsto a regime: il piano punta a superare i 7.500 stalli monitorati entro la prima metà del 2027.

A Roma la sosta comincia a essere raccontata dai numeri, non più solo dalle multe. È l’effetto del progetto Sospas (Smart on-street parking system), l’infrastruttura tecnologica messa in campo da Roma Capitale e Roma Servizi per la Mobilità, con il sostegno di fondi europei, per monitorare in tempo reale l’occupazione degli stalli su strada.

Sul territorio sono già stati installati quasi duemila sensori, un quinto circa del totale previsto a regime: il piano punta a superare i 7.500 stalli monitorati entro la prima metà del 2027. Le prime zone coinvolte sono Ripa, Campitelli Ripa, San Saba, Testaccio, Ostiense e Trastevere, aree dove il sistema è già pienamente operativo.

Il cuore del progetto non è però il singolo sensore, ma la piattaforma che ne raccoglie i dati e li incrocia con altre dodici fonti informative: parcometri, app di pagamento, servizi di car sharing, colonnine Enel X, permessi residenti e varchi Ztl. Un incrocio di informazioni che restituisce una fotografia piuttosto precisa delle abitudini di sosta in città: le transazioni pagate da app sono salite del 52 per cento rispetto all’anno scorso, ogni stallo resta occupato in media più di 9 ore, mentre il turnover giornaliero si aggira sui 3 veicoli per posto auto.

Per l’amministrazione capitolina si tratta di uno strumento utile su più fronti. “Con il progetto Sospas che è entrato nel vivo Roma si dota concretamente di un’infrastruttura di gestione della sosta tra le più avanzate d’Europa”, ha commentato l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, sottolineando come conoscere con precisione tempi e luoghi della sosta possa aiutare Polizia Locale e ausiliari Atac nei controlli, ridurre l’evasione tariffaria e contrastare il traffico generato da chi cerca parcheggio senza trovarlo.

Il sistema, ha aggiunto l’assessore, sarà esteso anche agli stalli di carico e scarico merci del Tridente, con l’obiettivo di introdurre politiche più mirate su prenotazione e occupazione dello spazio pubblico. Un percorso, spiega Patanè, che procede insieme alla formazione del personale e al rilascio di nuovi servizi digitali per i cittadini, e che l’assessorato descrive come parte di una trasformazione più ampia della gestione della mobilità in città.

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