Stadio della Roma: cos’è il traffico d’influenze illecite?

Alla scoperta dei reati meno conosciuti che la Procura di Roma contesta agli imputati dell’inchiesta Rinascimento

Tra i vari reati contestati ai ristretti nella vicenda dello Stadio della Roma ce ne sono alcuni che molti lettori non hanno mai sentito.

Tra questi ce n’è uno in particolare che già dal nome attira curiosità e mistero: il traffico d’influenze illecite.

Di cosa si tratta?

Il delitto di traffico d’influenze illecite – semplificando – va a punire la figura del mediatore nella costruzione di un accordo corruttivo. Un’influenza che dev’essere reale, effettiva, in sostanza esercitabile. Questo reato (364-bis C.P.) è stato introdotto abbastanza di recente nel nostro ordinamento (2012) e nelle intenzioni dovrebbe prevenire l’accordo tra corrotto e corruttore punendo il mediatore che mette in gioco la propria influenza.

Nelle altre culture giuridiche questa ipotesi di reato ha una storia più lunga della nostra.

Il primo ordinamento europeo a sanzionarlo è quello francese con una legge del 1889, anche se poi il ‘trafic d’influence’ ha subito variazioni importanti a ridosso della Seconda Guerra Mondiale. Traffico d’influenza che è sanzionato penalmente anche dagli ordinamenti di common law britannico all’interno del Public Bodies Currupt Practices Act. Anche qui, correva l’anno 1889.

Il fatto di voler punire il malaffare prima che si realizzi ha scatenato un dibattito tra i giuristi con non poche polemiche e obiezioni. Quella più frequente sostiene che sia molto difficile tracciare i contorni di liceità o illiceità di un rapporto d’intercessione.

Nel caso specifico dell’inchiesta ‘Rinascimento’, sullo scandalo che ha investito lo Stadio della Roma, il traffico illecito d’influenze viene contestato all’imprenditore Luca Parnasi e ai suoi collaboratori Luca Caporilli, Simone Contasta, Giulio Mangosi, Nabor Zaffiri e Gianluca Talone, accusati anche di associazione a delinquere (416 comma 1 e 2 C.P.) e concorso in asservimento di funzioni pubbliche per interessi privati (articolo 110 e 319-321 C.P.).

Altri celebri casi di cronaca che hanno come protagonista il traffico d’influenze illecite sono il caso Consip e l’inchiesta di Mafia Capitale.

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