15 Giugno 2021
Il meteo a Roma

Stretta su feste di Natale, in strada 70mila agenti

Multe salate per chi non rispetta le regole

Settantamila agenti e controlli intensificati negli aeroporti, alle frontiere e sulle principali arterie stradali, comprese le autostrade. In vista delle feste natalizie, il Viminale vara la stretta, con un dispiegamento di 70 mila agenti ai quali si aggiungono anche i militari gia’ impegnati nell’operazione Strade Sicure. Il tutto, pero’, “con senso di equilibrio”, come ha spiegato la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, invitando gli italiani alla “responsabilita’” per non ripetere l’esperienza “non positiva” della scorsa estate. E da domani, inoltre, i negozi di tutta Italia – ad eccezione dell’Abruzzo, unica regione ancora rossa – torneranno ad aprire le saracinesche, motivo in piu’ per mantenere alta l’attenzione in vista della corsa ai regali e dei potenziali assembramenti.

“Sara’ un Natale di sacrifici – ha spiegato la titolare del Viminale -. Dal momento in cui teniamo aperti i negozi, lo facciamo per salvaguardare un certo tipo di economia. Ma serve anche che i titolari pongano in essere le precauzioni per non fare entrare piu’ persone nello stesso momento”. I controlli, come previsto anche dal nuovo Dpcm appena entrato in vigore, riguarderanno anche gli spostamenti tra comuni e non solo tra regioni.

E le multe per chi non rispetta le regole sono salate.
Per la maggior parte delle violazioni la multa va dai 400 ai 1000 euro ma scende a 280 euro in caso di pagamento entro 5 giorni. In caso di recidiva tuttavia l’importo raddoppia. Se ad esempio veniamo sorpresi a violare il coprifuoco o non rispettiamo lo stop alla mobilità in entrata e in uscita dalle regioni e province autonome dal 21 dicembre al 6 gennaio, il rischio che si corre è quello di dover pagare una sanzione minima di 280 euro. Il discorso è ovviamente diverso per quanto riguarda gli ospiti a casa. In questo caso nel Dpcm viene usata la formula del “fortemente raccomandato” e dunque non c’è il rischio di multe.

Se veniamo “colti in fallo” il consiglio è quello di non mentire: al posto della sanzione amministrative in questi casi può scattare il reato di falsa attestazione a un pubblico ufficiale, un reato penale punito con la reclusione da uno a sei anni. Si sfocia nel penale anche se si viene sorpresi fuori casa nonostante la positività al coronavirus: in questo caso il reato è quello di epidemia colposa e prevede una pena da sei mesi a tre anni.

“Un sacrificio necessario – ha sottolineato la Lamorgese – che ci consentira’ poi di affrontare l’anno nuovo in maggiore sicurezza”. L’obiettivo, ormai dichiarato da numerosi rappresentanti del governo, e’ quello di non ripetere gli errori dell’estate. Per questo saranno intensificati i controlli anche negli aeroporti e alle frontiere, verificando che vengano rispettate tutte le misure anti-covid. Anche se, al momento, non si registrano prenotazioni di massa, soprattutto sulle linee ferroviarie. “Dobbiamo stare davvero attenti perche’ l’esperienza di quest’estate non e’ stata un’esperienza positiva – il parere della Lamorgese -. Dobbiamo evitare una terza ondata”.

Appelli a parte, bisognera’ fare i conti con gli inevitabili “assalti” ai negozi, soprattutto nelle regioni che abbandoneranno il colore rosso e che vedranno dunque la riapertura degli esercizi commerciali. Gia’ oggi in molte citta’ sono state segnalate folle nelle strade dello shopping, come a Roma.

“Purtroppo vediamo che ci sono fiumi umani che si dirigono verso i centri delle citta’”, l’amara constatazione del governatore del Veneto, Luca Zaia che lancia un appello a chi ha intenzione di andare in montagna. “State fermi, state a casa – dice -. Ci sono rischi valanghe dappertutto. Vedere il serpentone di auto, nonostante l’allerta meteo, che si dirige verso la montagna, mi chiedo che senso ha”. Ed intanto si moltiplicano, di ora in ora, le richieste dei piccoli comuni che vorrebbero veder modificate le rigide misure del decreto, mentre alcuni governatori si preparano a deroghe per gli spostamenti. “Moltissimi – sostiene il vicepresidente vicario dell’Anci, Roberto Pella – si vedranno chiusi dentro i loro confini”. “Accomunare un piccolo comune come quello di Cittareale con quello di Roma forse non e’ molto equilibrato – afferma il sindaco del paese del Reatino, Francesco Nelli -, sarebbe stato piu’ opportuno cercare di ragionare anche per grandi numeri. Vedo molto complicato parlare di assembramento in un comune di 450 abitanti e quindi questo aspetto del Dpcm credo vada rivisto, e chiedo al Governo di farlo”. A protestare sono anche i centri commerciali, che si vedranno costretti a chiudere. Parla di “scelta scellerata” l’Unione dei consumatori, mentre i diretti interessati sostengono che la chiusura “favorisce il rischio assembramenti e ostacola l’accesso ai beni di prima necessita’”. E dal Lazio, l’assessore alla Sanita’, Alessio D’Amato, invita a riscoprire i negozi di prossimita’. “Gli acquisti sotto casa – dice – aiutano a combattere il Covid evitando pericolosi assembramenti nei grandi centri commerciali. Si aiuta il piccolo commercio senza dare vantaggi al virus”.

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