Stupro Viterbo: restano in carcere i due arrestati

Gip respinge istanza. Perizia su cellulari, si cerca chi ha video dello stupro

Restano in carcere Francesco Chiricozzi e Riccardo Licci, i due arrestati per violenza sessuale di gruppo avvenuta a Viterbo l’11 aprile scorso. Lo ha deciso il gip Rita Cialoni che ha rigettato le istanze di scarcerazione avanzate dai due indagati al termine dell’interrogatorio di garanzia.

Il giudice nelle motivazioni con cui ha confermato il carcere afferma che continua a sussistere il rischio di inquinamento probatorio.

Ricostruire le ore precedenti allo stupro e tutto ciò che è avvenuto successivamente, compresa la “gestione” dei video e delle foto che hanno ripreso quanto accaduto in un pub di Viterbo la notte del 12 aprile scorso. L’attività istruttoria della Procura prosegue e nelle prossime ore farà registrare una accelerazione legata ad una serie di audizioni che i pm, coordinati da procuratore Paolo Auriemma, hanno in programma per mettere in fila i tasselli di una indagine che potrebbe avere ulteriori sviluppi. In primo luogo chi indaga disporrà una serie di accertamenti tecnici per verificare a chi sono stati stati veicolati i tre video e le quattro foto della violenza. “Vogliamo capire e chiarire i vari passaggi di quella serata”, spiegano gli inquirenti. In questo ambito verranno ascoltate le persone che erano presenti nel pub “Toto’s” dove Francesco Chiricozzi e Riccardo Licci, i due arrestati per violenza sessuale di gruppo, hanno “abbordato” la donna di 36anni che poi hanno violentato nel seminterrato di un altro locale, l'”Old manners”, di solito adibito a circolo locale di Casapound. In base alla ricostruzione fornita dalla donna e contenuta nell’ordinanza firmata dal gip, lei “intorno alle 23 dell’11 aprile, dopo avere consumato una birra al bancone, si era seduta al tavolo per ordinare una pizza intrattenendosi a conversare con i due ragazzi che nel prosieguo l’avevano invitata a seguirli per continuare a bere gratuitamente nell’altro pub di loro proprietà”. Lì, dopo avere bevuto un superalcolico, è stata fatta oggetto dello stupro che si è protratto per oltre due ore dopo essere stata colpita con un pugno al volto sferrato da uno dei due aguzzini che le ha causato una sorta di “black out”, “tale da offuscare ogni ricordo di quanto verificatosi”, al punto che la donna non ha saputo spiegare “neppure come fosse tornata nella sua abitazione dove si “è svegliata il mattino seguente completamente vestita e dolorante”.

In quelle ore di “buio” la vittima è stata abusata a turno dai due indagati che hanno ripreso con il telefono cellulare quanto avveniva. Immagini che nei giorni successivi sono state inviate da Licci ad almeno due chat di whatsapp, così come emerge dall’ordinanza cautelare. Proprio alla luce di questa diffusione gli inquirenti affideranno una consulenza per individuare le persone che si sono viste recapitare sul cellulare le “aberranti immagini” della violenza sessuale di gruppo. Al momento gli unici indagati restano i due militanti di Casapound. Il padre di Licci, che era a conoscenza dei video e ha sollecitato il figlio a sbarazzarsene, non rischia l’accusa di favoreggiamento in quanto parente dell’indagato. Per Chiricozzi e Licci, intanto, è confermato il carcere. Il gip Rita Cialoni, infatti, ha respinto l’istanza di scarcerazione avanzata dai loro legali dopo l’interrogatorio di garanzia, perché continua a sussistere il rischio di inquinamento probatorio, spiega il giudice nelle motivazioni. Verifiche, infine, sono state disposte per risalire a chi ha resettato l’hard disk del sistema di video sorveglianza esterna al pub teatro della violenza.

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
Radio Colonna