Tevere in secca, la Protezione Civile alla caccia dei rifiuti

Il livello del fiume cala di 5 centimetri al giorno, a Ponte Milvio emerge il fondale al centro. Per l’Associazione Bonifiche serve puntare sugli invasi

Il Tevere in secca

Domani, probabilmente, i primi aiuti per le sei regioni che hanno chiesto lo stato di emergenza per la mancanza di acqua. La siccità sta prosciugando il Tevere, che cala di almeno 5 centimetri al giorno. A Ponte Milvio è quasi possibile passare da una sponda all’altra a piedi. E con la scarsità d’acqua riaffiorano i detriti, ma anche la sporcizia, che abbiamo documentato nelle nostre foto.

 

Invasi per dare più acqua alle case e ai fiumi 

Per l’Associazione Nazionale Bonifiche è indispensabile dichiarare lo stato di emergenza, affidandone la gestione alla Protezione Civile. Ma poi è necessario mappare tutte le utenze, e al contempo attivare quel piano di invasi di cui parla l’Associazione Bonifiche e la Coldiretti. 

I rifiuti del Tevere mappati dalla Protezione Civile 

Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha detto che nel fine settimana è stata attivata  la Protezione civile regionale e  le associazioni di volontariato che si sono occupati  di mappare e monitorare i rifiuti emersi da Castel Giubileo fino alla Magliana su entrambe le sponde del fiume. Da oggi poi in base alle segnalazioni sarà avviata l’immediata rimozione dei rifiuti individuati. 

Situazione dei fiumi critica in tutto il Lazio

L’Associazione Nazionale Bonifiche afferma che è drammatico  e’ lo stato della risorsa idrica nel Lazio, dove a Roma, dall’inizio dell’anno, e’ piovuto il 63% in meno e nella provincia si sono registrati, in pochi giorni, ben 496 interventi dei Vigili del Fuoco per spegnere altrettanti incendi: l’Aniene e’ praticamente dimezzato rispetto alla portata media, il Tevere registra livelli piu’ bassi anche del “siccitosissimo” 2017, Liri e Sacco segnano il dato piu’ basso in anni recenti, il lago di Nemi e’ di oltre 1 metro piu’ basso del 2021 e Bracciano e’ a -32 centimetri dal livello dello scorso anno. 

Aumenta il prelievo d’acqua dal fiume Pertuso 

Tra le regioni in allarme, c’e’ appunto anche il Lazio dove qualche giorno fa il Presidente Nicola Zingaretti ha firmato lo stato di calamita’ naturale fino al 30 novembre e la richiesta dello stato d’emergenza al Consiglio dei Ministri, mentre una determina regionale del 23 giugno stabilisce l’aumento dei prelievi dal fiume Pertuso di 150 litri al secondo, rispetto ai 360 litri ordinari, una misura si legge nell’atto, che andra’ a “compensare la riduzione di apporto idrico delle altre sorgenti Vallepietra e Ceraso che alimentano l’acquedotto del Simbrivio, al fine di evitare di ricorrere alla turnazione della distribuzione idrica in 14 Comuni dell’area Sud-Est di Roma (Colli Albani), per una popolazione coinvolta di circa 180.000 abitanti

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