Tra spazzatura, roghi e cinghiali, “i romani fanno un corso di sopravvivenza quotidiana”: l’affondo del vescovo Ambarus

"Io penso che dovrebbe essere loro dato anche un premio perché arrivano alla fine della settimana senza avere 'scapocciato' troppo rispetto alla corsa a ostacoli che devono vivere su tutti i fronti": lo dice senza mezzi termini monsignor Benoni Ambarus, vescovo ausiliario nella diocesi del Papa. La Chiesa di Roma è preoccupata anche per il Giubileo, l'evento che nel 2025 vedrà affluire a Roma pellegrini da tutto il mondo

La spazzatura, i roghi in città, i cinghiali che si abbeverano alle fontane, gli autobus pieni, il traffico. “I romani veramente fanno un corso di sopravvivenza quotidiana”, “io penso che dovrebbe essere loro dato anche un premio perché arrivano alla fine della settimana senza avere ‘scapocciato’ troppo rispetto alla corsa a ostacoli che devono vivere su tutti i fronti”. Lo dice senza mezzi termini monsignor Benoni Ambarus, vescovo ausiliario nella diocesi del Papa, Roma, che ha visto il ritorno di pellegrini e turisti ma che vive quotidianamente le difficoltà di una città in cui c’è una montagna di problemi da affrontare, primo tra tutti la raccolta dei rifiuti a singhiozzo che in queste giornate torride pesa ancora di più.

Don Ben, nato a Somusca-Bacau in Romania, ma da 26 anni a Roma dove ha assimilato alla perfezione anche il dialetto, dal quale gli esce la parola ‘scapocciare’, è l’ex direttore della Caritas romana e oggi è un giovane vescovo ausiliare alle prese con una città in cui ci sono ampie sacche di povertà e disagio. In un’intervista con Vatican News parla di rischio di “giungla urbana” e “corrosione”, un lasciare andare le cose così nella sfiducia che si possa risolvere qualcosa. Dalla politica – dice Ambarus – serve “uno scatto di dignità a fare delle scelte che sappiano di futuro, non di tornata elettorale”. “Con i veti incrociati mi sembra che cadiamo nel provincialismo” e “questo non è tollerabile per la politica”. Però l’appello del vescovo è anche per i cittadini: “il degrado ambientale, contro cui dovrebbe lottare assolutamente l’amministrazione, tutte le amministrazioni, tutte le istituzioni, a volte rischia di diventare un alibi per il singolo cittadino per il quale c’è sempre qualcun altro che deve fare qualcosa”.

La Chiesa di Roma è preoccupata anche per il Giubileo, l’evento che nel 2025 vedrà affluire a Roma pellegrini da tutto il mondo. “Se l’amministrazione non troverà una soluzione davvero risolutiva alla questione dei rifiuti, ma come potremo arrivarci – dice in riferimento all’Anno Santo – ‘migliori’? Io spero che l’attuale tentativo del sindaco, che mi sembra abbia fatto delle proposte ultimamente, possa anche andare in porto. Dobbiamo arrivare ‘migliori’ al Giubileo tutti quanti, come popolo romano e come Chiesa di Roma, perché chi arriva qui, il pellegrino, va accolto”. Roma, una città che il Papa visita a volte anche in segreto. Il 28 giugno scorso, ma si è saputo solo oggi, il Pontefice sarebbe uscito dal Vaticano per intrattenersi 5 ore e mezza all’interno dell’ex Lanificio, l’hub contenente vari laboratori ma anche ristoranti e una discoteca nella zona di Pietralata, frequentatissimo dai giovani romani. Secondo quanto si apprende, avrebbe realizzato una lunga intervista con una tv spagnola e con l’occasione avrebbe anche assistito ad alcuni spettacoli. (di Manuela Tulli per Ansa)

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