Trasporti pubblici inadeguati per garantire mobilità ai disabili

L'intervista all'architetto Enrico Ricci dell’Osservatorio accessibilità

Disability Pride
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Per un disabile muoversi con i mezzi pubblici della Capitale potrebbe essere un’impresa quasi impossibile.

A rendere l’idea di quante mancanze e disservizi ci siano nel sistema di trasporti della Capitale, è un’intervista rilasciata al dorso locale di Repubblica da Enrico Ricci, architetto di 68 anni, che fa parte dell’Osservatorio accessibilità dell’Ordine degli architetti di Roma

Ricci, disabile per una poliomielite con cui convive da bambino, subito chiarisce che accesso e uscita dalla linee della metro sono un “terno al lotto”: tra quelle che non hanno ascensori e quella che invece hanno il montascale fuori uso si può finire per non arrivare mai a destinazione. Ma anche una volta arrivati alla banchina può succedere che  “per prendere una vettura devo aspettare che passino almeno 2-3 perché stracolme. E ci sono solo 4 posti per noi disabili, due in testa e due in coda”.

Non va meglio pensare di muoversi con il taxi perché la chiamata deve essere fatta a un numero specifico almeno 24h prima: nel caso di Ricci è infatti necessaria una vettura speciale con rampe per disabili con lo scooter. I bus invece capita spesso che non abbiano la pedana e che quindi rinunci direttamente a prenderli.

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