22 Giugno 2021
Il meteo a Roma

A Roma, in tre anni mille medici di famiglia in meno

Per Bartoletti (Fimmg) ci saranno 3.500 medici contro i 4.400 attuali. Un taglio nettissimo, dovuto in principal modo ai pensionamenti, non sostituiti però da nuovi ingressi.

Medici
(immagine di repertorio)

Il Lazio rischia di andare letteralmente in apnea per quanto i riguarda i medici di famiglia. Da qui a tre anni, infatti, ci saranno 3.500 medici contro i 4.400 attuali. Un taglio nettissimo, dovuto in principal modo ai pensionamenti, non sostituiti però da nuovi ingressi.

Per Pierluigi Bartoletti, segretario a Roma dell’organizzazione di settore Fimmg, il problema riguarderà “in principal modo i piccoli comuni, per quelli montani o isolati, per questi la situazione rischia di essere disastrosa. E allora alla fine sarà necessario importare i medici dall’estero”.

“E’ necessario garantire l’accesso al servizio pubblico – dice Bartoletti – Altrimenti finirà che chi può si pagherà le prestazioni mediche. In sostanza, come negli Stati Uniti. Faccio notare da alcuni anni l’accesso all’intramoenia è in crescita”. Già adesso sempre più persone, visto il numero di coloro in povertà, rinunciano a curarsi.

Il pericolo? Che le malattie si cronicizzino, con costi sempre più elevati per il sistema, e un calo delle aspettative di vita. Un calo che, tra l’altro, le statistiche hanno già registrato.

A Roma e nel Lazio, secondo la ricerca di Osservasalute, l’aspettativa di vita si avvicina agli 83 anni, meno se si guarda a Milano (83,5) o a Torino (83,7), e comunque di più che a Napoli (80) o Palermo (81,8). E’ poi da notare che nella Capitale si vive in media sei mesi in più rispetto al resto della regione.

Dunque, in Italia, e anche nel Lazio, si vive piu’ a lungo a seconda del luogo di residenza o del livello d’istruzione: si ha una speranza di vita piu’ bassa al Sud o se non si raggiunge la laurea. Tra le motivazioni alla base della piu’ alta mortalita’ al Sud gia’ alla presentazione del proprio rapporto l’Osservatorio aveva individuato fattori come la scarsa prevenzione, diagnosi piu’ tardive, una minore disponibilita’ di farmaci innovativi ed una minore efficacia ed efficienza delle strutture sanitarie, ma anche gli stili di vita.

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