Tufello: incendio doloso alla palestra Valerio Verbano

la struttura è un simbolo antifascista e luogo riqualificato in memoria del giovane militante dell’Autonomia Operaia ucciso da un gruppo di fascisti il 22 febbraio 1980

I locali danneggiati dalle fiamme

Fiamme nella notte alla palestra popolare Valerio Verbano al Tufello a Roma. Un incendio è divampato intorno alle 23.30 nella parte esterna della palestra di via delle Isole Curzolane. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e la polizia. Si tratterebbe di un principio d’incendio che è stato localizzato nella parte esterna di un muro perimetrale. Da chiarire le cause. Non si esclude nessuna ipotesi compreso il gesto doloso.

“L’evidenza che emerge è che si tratta di un incendio doloso poiché le fiamme sono state innescate in più punti e con materiale comburente. Nessuna intimidazione può essere tollerata: la Palestra e tutto ciò che rappresenta da 10 anni per il quartiere Tufello e per l’intero municipio devono essere salvaguardati. Non faremo nessun passo indietro contro la vigliaccheria di questi gesti senza senso utili solo a colmare il vuoto che questi squadristi hanno dentro”. Il nostro impegno è riportare questo luogo di socialità al più presto pienamente fruibile”, afferma Matteo Zocchi, Capogruppo della Lista Civica Caudo Presidente in III Municipio.

“L’incendio appiccato questa notte è un atto vigliacco di intimidazione politica inaccettabile. Auspichiamo che le forze dell’ordine e la magistratura possano fare al più presto piena luce sugli autori e i mandanti di questo ennesimo attentato di matrice squadrista”, afferma il capogruppo del Pd capitolino Antongiulio Pelonzi.

“La palestra Valerio Verbano in un territorio come il Tufello rappresenta un punto di aggregazione per molti ragazzi di quel quartiere. Condanniamo fermamente come alleanza popolare ecologista il grave gesto intimidatorio”,così in una nota Andrea Ziccaro, segretario di Alleanza Popolare Ecologista di Roma.

La palestra Popolare Valerio Verbano è un luogo di sport e cultura frequentato ogni giorno da centinaia di persone, molte delle quali bambini. E’ un punto nevralgico del quartiere e della comunità, un simbolo antifascista e luogo riqualificato in memoria del giovane militante dell’Autonomia Operaia ucciso da un gruppo di fascisti il 22 febbraio 1980. Valerio viveva, e perse la vita, a poche centinaia di metri dalla struttura sportiva che porta il suo nome, in quella via Monte Bianco da cui ogni anno partono in corteo migliaia di persone per ribadire la natura antifascista del quartiere e della città. Sua madre, Carla Verbano, venuta a mancare nel 2012, è stata per anni la tesserata numero 1 del corso di pugilato. Era la prima e più affezionata sostenitrice del progetto sportivo.

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