“Arriveranno bambini non accompagnati dai genitori e non sappiamo come accoglierli tutti”. A dirlo all’agenzia Nova è Oles Horodetskyy, attivista dell’associazione cristiana degli ucraini.
“Un problema che si intensificherà già dalle prossime ore – ha detto -. Molti bimbi sono già arrivati perché hanno nonni o zii che lavorano in Italia. Ma sappiamo che ne stanno arrivando tanti altri senza genitori o senza parenti. Mentre uomini e donne restano in Ucraina per combattere – ha spiegato Horodetskyy -, alcune madri prendono i propri figli e i figli di chi decide di rimanere, e si allontanano dal Paese dirigendosi anche in Italia. Proprio questa mattina, una donna mi raccontava dell’imminente arrivo di 4 nipoti che non sapeva dove sistemare”.
Inoltre è frenetica l’attività della comunità ucraina a Roma per raccogliere beni di prima necessità da inviare nella zona di guerra. “Anche questa mattina (ieri ndr) è partito da Ostiense un mezzo per trasportare alimenti e farmaci agli ucraini sotto assedio. Ne seguiranno altri ogni giorno. La solidarietà è enorme. La gente, tanti italiani, in maniera del tutto spontanea, lasciano pacchi di aiuto nei negozi ucraini. Il problema adesso è logistico. Abbiamo bisogno di mezzi per trasportare questa merce in Ucraina. Stiamo pensando di comprare un camion di seconda mano oppure trovarne uno a leasing”, ha spiegato Horodetskyy. Su cosa serva in Ucraina l’attivista non ha dubbi.
“Al momento servono farmaci, in particolare kit individuali di pronto soccorso, che contengano farmaci antinfiammatori e antiemorragici. Ma servono anche alimenti non deteriorabili. In Ucraina manca il pane e, a breve, mancherà tutto il resto”.