23 Giugno 2021
Il meteo a Roma

Ultras ucciso: domani gip decide su arresto Gaudenzi

Verifiche sul video, presto Gaudenzi, il presunto testimone dell'omicidio di Diabolik, sarà interrogato da magistrati Dda

Parco degli acquedotti

E’ fissato per domani mattina il primo confronto tra i magistrati e Fabio Gaudenzi, l’estremista di destra vicino all’ex Nar Massimo Carminati, dopo il video postato su Youtube in cui afferma, tra le altre cose, di essere a conoscenza dei mandanti dell’omicidio di Fabrizio Piscitelli, ucciso con un colpo di pistola alla nuca il 7 agosto scorso in un parco pubblico della periferia romana.

Un confronto che non sarà con i magistrati di piazzale Clodio che indagano sul “caso Diabolik“, ma con il gip di Tivoli.

Gaudenzi deve infatti rispondere del reato di possesso di armi da guerra: un revolver e una mitraglietta trovati ieri dagli uomini della squadra mobile nel suo appartamento di Formello.

Solo dopo questo atto istruttorio Gaudenzi potrà essere interrogato dai pm della Dda di Roma che da quasi un mese sono al lavoro per trovare i responsabili dell’agguato del parco degli Acquedotti. Da ieri gli inquirenti sono impegnati sui due video messi in rete da Gaudenzi poche ore prima di essere arrestato. Un arresto scattato dopo l’allarme lanciato da un vicino di casa che ha sentito alcuni colpi di arma da fuoco provenire dall’appartamento di Gaudenzi.

La squadra mobile consegnerà ai magistrati romani una informativa per “delineare” i contorni di quanto raccontato da Gaudenzi, in passato condannato a 2 anni e 8 mesi per usura in uno dei filoni di Mafia Capitale.

Gaudenzi temeva per la propria vita dopo l’omicidio di Piscitelli? Oppure il suo è un tentativo di depistaggio alle indagini o semplicemente uno “sfogo farneticante”? Domande a cui gli inquirenti stanno cercando di dare risposte analizzando, passo dopo passo, quanto immortalato da Gaudenzi, passamontagna calato in testa e pistola in pugno.

Il soggetto chiede di potere parlare “solo” con Nicola Gratteri (procuratore capo a Catanzaro) sostenendo di conoscere chi ha ordinato il raid contro Piscitelli. E spiega anche perchè: “questa è mafia vera”, dice riferendosi alla morte di Diabolik.

Un riferimento, forse, alla grande criminalità organizzata come la ‘Ndrangheta contro cui Gratteri è da sempre impegnato in prima linea.

Gli stessi magistrati della Dda capitolina, subito dopo l’omicidio di Diabolik, hanno parlato di “operazione messa in atto da mani esperte, definita in ogni dettaglio“, come di regola operano i clan nelle missioni di morte.

“Non siamo mafiosi ma fascisti…la mafia e la droga ci fanno schifo”, aggiunge il braccio destro di Carminati, che forse teme di essere finito nel mirino di qualcuno dopo l’omicidio di Piscitelli. Nel video Gaudenzi sostiene, inoltre, di fare parte da anni di un gruppo “elitario di estrema destra” denominato “I fascisti di Roma nord” di cui farebbero parte lo stesso “Cecato”, Piscitelli, Luca e Fabrizio Caroccia, Maurizio Boccacci e Riccardo Brugia. Affermazioni che saranno al centro dell’interrogatorio dei magistrati capitolini che vogliono capire cosa ha spinto Gaudenzi ad autodenunciarsi e a consegnarsi, di fatto, alle forze dell’ordine.

Una vicenda piena zeppa di aspetti poco chiari e inquietanti in un clima da settimane teso dopo l’agguato mortale di parco degli Acquedotti.

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