Una bandiera arcobaleno sui monumenti di Roma per il ddl Zan

Il Colosseo, i Fori Imperiali, la Basilica Ulpia, la Scala Santa di Roma, la Piramide Cestia e Palazzo della Civiltà Italiana all'Eur sono stati lo sfondo della proiezione diffusa organizzata da All out e Change.org per dare voce alle 570mila persone che hanno firmato due petizioni sulle rispettive piattaforme chiedendo una rapida approvazione del ddl contro l'omofobia

Il Colosseo

Omofobia: All out, monumenti di Roma illuminati con bandiere arcobaleno per il ddl Zan
“Una gigantesca bandiera arcobaleno ha illuminato nella notte i luoghi e monumenti di Roma per lanciare un messaggio: il tempo è scaduto, ddl Zan ora. Il Colosseo, i Fori Imperiali, la Basilica Ulpia, la Scala Santa di Roma, la Piramide Cestia e Palazzo della Civiltà Italiana all’Eur sono stati lo sfondo della proiezione diffusa organizzata da All out e Change.org per dare voce alle 570mila persone che hanno firmato due petizioni sulle rispettive piattaforme chiedendo una rapida approvazione del ddl Zan”. Si legge in una nota degli organizzatori dell’iniziativa “All out”.

 

“Fin dall’inizio del dibattito parlamentare sul ddl Zan, All out – un movimento globale che lotta per un mondo dove nessuno dovrà sacrificare la propria famiglia, libertà, sicurezza o dignità a causa della sua identità o di quella della persona che ama – ha sostenuto l’approvazione di una legge efficace contro l’omofobia, la transfobia, la misoginia e l’abilismo”.

“Mentre dal Vaticano invocano il Concordato per sabotare l’iter parlamentare del ddl Zan, centinaia di migliaia di persone ne chiedono l’approvazione definitiva senza stralci ed estenuanti ritardi ostruzionistici. L’Italia ha bisogno di una legge efficace per combattere l’odio. Il tempo è scaduto”, afferma nella nota Yuri Guaiana, senior campaigns manager di All out. “La petizione di ‘Dà voce al rispetto’ è una delle più firmate su Change.org: centinaia di migliaia di cittadini chiedono di tutelare coloro che quotidianamente sono oggetto di discriminazioni e violenze. Il loro messaggio alla politica è ancora più forte oggi, durante la Pride Week: chiunque voglia, può continuare a firmare l’appello su Change.org”, aggiunge la direttrice in Italia di Change.org Stephanie Brancaforte.

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
Radio Colonna