Una discarica abusiva e cartelli di protesta: ecco com’è oggi l’area dove sarà costruito il futuro termovalorizzatore – FOTOGALLERY

Il terreno – che cade nel quadrante di Santa Palomba – si estende su dieci ettari, in un’area industriale all’incrocio tra il Municipio IX di Roma e tre comuni: Pomezia, Albano Laziale e Ardea. L'impianto, capace di smaltire 600 mila tonnellate di rifiuti l’anno, potrebbe cambiare il volto di tutta la zona

Rifiuti e cartelli di protesta davanti all'ingresso del terreno a Santa Palomba.

Sul muro c’è una scritta in vernice rossa che dice: “Terreno industriale, progetto urbanistico approvato”. Lungo la recinzione, sulle inferriate, i residenti hanno appeso cartelli di protesta. Ammassati, sul ciglio della via Ardeatina, se ne stanno sacchi della spazzatura, flaconi di detersivi, bottiglie di vetro, elettrodomestici e rifiuti di ogni genere.

Un nastro bianco e rosso, in alcuni punti, delimita i cumuli di immondizia. È una delle tante micro-discariche abusive dove chi passa sversa, nell’indifferenza generale. È l’ingresso, oggi, di quello che potrebbe essere in futuro il termovalorizzatore di Roma. Il terreno – che cade nel quadrante di Santa Palomba – si estende su dieci ettari, in un’area industriale all’incrocio tra il Municipio IX di Roma e tre comuni: Pomezia, Albano Laziale e Ardea. L’impianto, capace di smaltire 600 mila tonnellate di rifiuti l’anno, potrebbe cambiare il volto di tutta la zona. Percorrendo la via Ardeatina, superata la rotonda che incrocia via Cancelliera e via di Valle Caia, lo spazio si trova oltre uno stabilimento della Johnson & Johnson e di fronte a un magazzino di Amazon.

Poco lontano c’è la discarica di Albano Laziale, recentemente riaperta tra le contestazioni dei comitati di quartiere, e che sarà operativa – da ordinanza sindacale di Città metropolitana – fino al 15 novembre prossimo, quando si ritiene che il settimo e ultimo invaso andrà in esaurimento. Varcando il cancello dell’area privata, su cui già pende una trattativa di vendita, lo conferma l’annuncio dell’agenzia immobiliare che online presenta il terreno agli acquirenti, tra cartacce e scarti edili, ci sono anche un divano e una vasca da bagno.

Un piazzale in cemento è la via di accesso all’immenso prato incolto dal quale, puntando lo sguardo verso i Castelli Romani, si intravede la cupola della residenza papale di Castel Gandolfo. Nella calura, dell’estate romana, il silenzio è interrotto soltanto dai motori delle auto e dei camion che percorrono la via Ardeatina. Ma, in un sabato mattina di luglio, sui rumori si alzano anche le voci di protesta dei residenti. Fanno da controcanto ai cartelli sulle inferriate: “Gualtieri basta veleni, basta rifiuti”.

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