Covid, entro gennaio più di 2 milioni di italiani vaccinati

Conte: "Piano senza precedenti. Ma potremo ottenere i primi risultati non prima aprile". Il premier esclude i ricorso alla vaccinazione obbligatoria

Un piano vaccinale da 470mila dosi a settimana grazie al quale entro gennaio arriveremo a circa 2,3 milioni di persone vaccinate in Italia. È quanto ha annunciato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel corso della conferenza stampa di fine anno da Villa Madama. Conte ha ricordato che “si tratta di un piano vaccinale senza precedenti” e si è detto fiducioso rispetto al fatto che “potremo ottenere i primi risultati, ma non prima aprile“, quando verrà chiusa la prima fase arrivando “a circa 10-15 milioni di italiani vaccinati”. Per quella data, però, non sarà comunque raggiunta l’immunità di gregge.

In questo contesto, il capo del governo ha ribadito la non obbligatorietà della vaccinazione. “Non valutiamo ed anzi escludiamo una vaccinazione obbligatoria“, ha precisato Conte, per poi aggiungere: “confidiamo di raggiungere una buona fetta della popolazione anche su base facoltativa”. L’Italia, ha spiegato il premier, non ha effettuato in proprio ulteriori ordini di vaccini, senza coinvolgere l’Ue, “perché le dosi negoziate per il nostro Paese sono assolutamente sufficienti. Addirittura l’Ue, su sollecitazione anche nostra, si è premurata di acquistarne ulteriori per sostenere i Paesi che non hanno un piano vaccinale”. “Faremo delle valutazioni” sulla possibilità di una sorta di patentino per le persone vaccinate in modo da consentirgli una maggiore mobilità, ha annunciato Conte. Sui dati riguardanti la somministrazione del vaccini, il governo si impegna a diffonderli regolarmente e con la massima trasparenza.

Alle ore 19 di ieri, nelle 21 Regioni e Province autonome, dove la struttura del commissario straordinario per l’emergenza Covid ha inviato i vaccini giunti in Italia il 27 dicembre scorso per il “vaccine-day”, sono stati già vaccinati 9.803 italiani, oltre il 100% delle 9.750 dosi distribuite, in quanto, in alcune Regioni, si è cominciata a somministrare anche la sesta dose per ogni fiala, riferisce una nota della struttura commissariale. Ieri sono stati inoltre consegnati, nei punti di somministrazione individuati da Arcuri in accordo con le Regioni, 359.775 dosi di vaccino Pfizer. La consegna delle altre 110.175 dosi continuerà oggi fino ad arrivare al totale di 469.950 previsto per questa settimana.

Intanto, l’ultimo bollettino del ministero della Salute, segnala 16.202 nuovi casi e 575 morti. Quanto ai tamponi effettuati, sono stati 169.045, in netto aumento rispetto ai 128.740 del giorno precedente. Il rapporto positivi-tamponi è pari al 9,5 per cento. A livello territoriale, le Regioni con il maggior numero di contagi sono il Veneto (2.986), la Lombardia (1.673), la Puglia (1.470), e l’Emilia Romagna (1.427).

In merito alla possibilità di una eventuale terza ondata, Conte ha chiarito che “l’affronteremo con le nostre misure, ma dobbiamo solo capire se le diverse varianti del virus, che hanno un tasso di contagiosità più elevato, richiederanno l’aggiustamento delle misure stesse”. Il sistema di monitoraggio “è adeguato anche per un’eventuale terza ondata”, ha aggiunto. Nei prossimi mesi, in relazione al contenimento della pandemia, “andremo avanti con il sistema a fasce” di rischio, ha spiegato. Ad ogni modo, alla luce anche delle diverse varianti del virus, se ci sarà un livello maggiore di contagiosità, verranno operati “dei correttivi”.

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